E’ alle ultime battute il sesto censimento del settore agricolo. Iniziate il 24 ottobre scorso, le rilevazioni proseguiranno ancora nei prossimi giorni, per concludersi lunedi’ 31 gennaio. In Liguria le imprese agricole da censire sono circa 33 mila. Più in dettaglio, secondo le stime dell’Istat, il maggior numero di aziende si trova bnella provincia di Imperia (11.794), seguita da Genova (8.728), Savona (8.081) e La Spezia (4352).
Rispetto agli altri censimenti, sono da sottolineare alcune importanti novità. La prima è rappresentata dal fatto che l’organizzazione del censimento è diventata di competenza della Regione, che ha adottato il cosiddetto modello "ad alta partecipazione" prendendosi la responsabilità diretta della raccolta dei dati da inoltrare all'Istat per la loro elaborazione. La seconda è l'utilizzo delle tecnologie informatiche che consentirà all'Istat di aderire alla richiesta dell'Unione Europea di ridurre sensibilmente i tempi di diffusione dei risultati.
Il risultato più evidente delle novità introdotte è rappresentato dal fatto che già nel prossimo mese di giugno dovrebbero essere disponibili i primi dati provvisori dell’indagine censuaria, in netto anticipo rispetto agli appuntamenti precedenti. L’organizzazione conta, oltre che sull’ufficio centrale regionale, su 14 coordinatori provinciali e su 155 rilevatori selezionati da Liguria Ricerche, che hanno visitato le 32.995 unità che risultano attualmente dalla “lista” preventiva dell'Istat compiuta sulla base delle fonti amministrative disponibili (catasto terreni, archivio Agea, redditi agrari, anagrafe zootecnica, camere di commercio e altre). Compito dei rilevatori è anche quello di segnalare altre aziende o altre realtà a conduzione familiare che svolgono attività agricola sul territorio, o la mancanza di altre che risultano dagli elenchi. In linea di massima i rilevatori sono residenti nelle province e nelle zone in cui sono chiamati ad operare.Ogni rilevatore è stato dotato di computer portatile e di una chiavetta per connettersi al “data base” regionale e scaricare le schede appena conclusa la compilazione, o comunque entro il giorno del rilevamento.
La prima pagina della scheda è anagrafica, ma tutti i dati statistici sono anonimi e non vengono mai rilasciati da chi si occupa della raccolta in forma non aggregata. Il Servizio analisi e statistiche, studi e ricerche della Regione sta monitorando il flusso dei dati. La Regione proseguirà poi con il controllo dei dati raccolti. Entro il 31 maggio tutti i dati rilevati saranno consegnati all'Istat, che a sua volta pubblicherà entro il 30 giugno i primi dati provvisori secondo la richiesta specifica dell'Unione Europea. In passato i primi dati non arrivavano mai prima di due anni. Ora l'Istat si è impegnata a fornire nello stesso periodo la rilevazione completa. Entro la metà di quest’anno, dunque, sarà disponibile una prima radiografia di come è cambiata l'agricoltura in una regione in cui, secondo i dati finora disponibili, gli addetti sono molti ma la maggior parte non a tempo pieno: tipicamente lavoratori che hanno un'attività principale diversa da quella agricola ma che continuano a curare i terreni di proprietà della famiglia.