Agricoltura - 22 gennaio 2011, 11:59

Olivicoltura, un'annata da dimenticare

Mosca bianca, muffe e pioggia hanno determinato una perdita dal 30 al 90 per cento del raccolto

Brutta annata per gli olivicoltori liguri che quest'anno hanno dovuto fare i conti con la temibile mosca bianca, le muffe e come se non bastasse anche con la pioggia che ha ritardato di qualche settimana il raccolto. Per ottenere un olio di alta qualità, si sà, è di fondamentale importanza un prodotto proveniente da una pianta priva di malattie e parassiti, cresciuto con un clima decisamente asciutto, fattori questi che quest'anno non si sono del tutto verificati.

“Nel ponente savonese la mosca bianca quest'anno ha creato notevoli problemi – dichiara l'olivicoltore Sandro Gagliolo -. Tutti i produttori che ai primi sintomi della presenza del parassita non hanno effettuato i trattamenti alle piante ma si sono affidati alla grazia del Signore hanno riscontrato problemi esagerati. Non solo. Oltre alla mosca, il tempo umido dell'ultimo periodo ha creato muffe che hanno indebolito il picciolo e quindi anche se non ancora perfettamente mature, le olive sono cadute a terra ancora verdi. Solo in quest'ultima settimana il tempo è stato decisamente asciutto ma non è  certamente sufficente per salvare il raccolto”.

Una serie di problemi che vanno ad aggiungersi al ridotto quantitativo delle olive prodotte. A differenza dell'anno passato, infatti, anche se in un primo momento sembrava che si potesse andare incontro a un'altra ottima annata, successivamente a causa delle muffe, le olive rimaste attaccate alle piante sono state decisamente meno del previsto e quindi non consentiranno un raccolto record come quello della scorsa stagione. Le piogge inoltre non hanno dato il tempo materiale a molti olivicoltori di posizionare le reti sotto le piante, fattore questo che aggiunto al mancato trattamento contro la mosca olearia ha fatto perdere quasi completamente il raccolto.

“Coloro che ai primi sintomi hanno arginato il problema con i trattamenti hanno limitato il danno con una perdita del 30 per cento di prodotto – conclude Gagliolo -. Coloro che invece non hanno trattato le piante hanno perso dall'80 al 90 per cento, e alcuni, addirittura non hanno raccolto neanche un'oliva”.   

Questo ultimo mese per l'olivicoltura sarà decisivo, proprio come la temperatura dei giorni futuri, con l'annunciato ritorno del freddo. Nei prossimi giorni, per salvare qualcosa sarà di fondamentale importanza non scendere troppo al di sotto lo zero. Il freddo, se non eccessivo, potrà invece salvare ancora qualcosa. Ma quello che quest'anno ha caratterizzato la stagione è sicuramente il fatto che le olive sono cadute a terra da sole, perchè malate, quando erano ancora acerbe. 

a.p.