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Attualità | 19 febbraio 2011, 11:12

Savona: "centrale a carbone, punto di non ritorno", Chiabrera gremito

Seicentocinquanta persone all'incontro pubblico organizzato da "Uniti per la salute"

Savona: "centrale a carbone, punto di non ritorno", Chiabrera gremito

Grande successo venerdì sera per l’incontro con famosi medici epidemiologi e ricercatori italiani sui devastanti danni derivanti dall’ampliamento della centrale a carbone di Savona. Il teatro Chiabrera traboccava. 650 persone. Gente in platea, sui palchi, nei corridoi, all’incontro pubblico organizzato da “Uniti per la salute” in collaborazione con la libreria UBIK e con il sostegno di tantissime associazioni savonesi.

Tirreno Power non riesce più a nascondere alla comunità savonese i reali livelli di inquinamento della sua centrale a carbone. Anche stavolta di fronte a dichiarazioni di famosi esperti che, parlando dei danni alla salute, hanno toccato gli interessi di Tirreno Power, l’ufficio stampa dell'azienda ha subito risposto che sono “accuse preconcette e di parte”.

Se quindi l’Ordine dei Medici, se la Caritas, Emergency, la Croce Bianca, l’Arci, le Acli… Se Libera, Greenpeace, WWF, Medicina democratica sostengono un’iniziativa per divulgare le informazioni sui danni derivanti dalla combustione del carbone, hanno solo atteggiamenti “preconcetti e di parte”.

Se i cittadini savonesi non vogliono più farsi inquinare e vogliono decidere autonomamente del proprio futuro, hanno quindi idee “preconcette e di parte”.

Il dott. Ghirga (pediatra, studioso e medico ISDE) ha parlato della salute dei bambini, i più colpiti dall’inquinamento da nano-polveri e della lentezza dei medici a recepire i pericoli e la diretta corrispondenza tra gravi patologie e inquinamento da combustione di carbone e rifiuti.

Le 163 sostanze tossiche prodotte dal carbone, assimilate dalle donne in gravidanza, di cui i loro feti non si libereranno mai, potranno produrre patologie cancerogene anche dopo quarant’anni dall’esposizione.

Numeri da ecatombe: 6% di mortalità di bimbi da 0 a 4 anni, 350.000 persone danneggiate da polveri sottili.

Ha dichiarato con provata certezza, che nessuno può ritenersi fuori pericolo solo perchè vive lontano da Vado: le polveri possono percorrere 300 chilometri in 12 ore.

Se è vero che le polveri della centrale di Vado arrivano a danneggiare direttamente un territorio di un raggio di 40 chilometri, i bimbi che nei primi anni di vita vivono, a pochi chilometri dalla centrale corrono un rischio elevato di ammalarsi.

Un chilo di carbone può contenere addirittura 35 grammi di arsenico, sostanza direttamente legata al tumore, e mentre il mercurio danneggia il sistema nervoso e lo sviluppo polmonare, la diossina si maschera da ormone e così viene direttamente recepita dal corpo umano in maniera subdola.

Così la curva esponenziale d’incidenze di asma bronchiale, il rischio di autismo, il cancro ai polmoni e alla vescica. Senza parlare della tossicità delle ceneri che vengono spesso riutilizzate dai cementifici .

Il dott Stevanin (esperto ambientale già membro commissione nazionale VIA-VAS) ha già svolto una perizia giurata che ha confutato le affermazioni di miglioramento ambientale dichiarate da Tirreno Power in fase di ampliamento, e ci ha descritto i rischi che, invece, anche a Vado si continuerebbero a correre.

Stevanin ha spiegato come l’attendibilità dei dati che supportano la tesi di Tirreno Power (“ampliare per inquinare meno”) sia facilmente smentibile, perchè è una tesi falsata in modo anche grossolano, dall’ante operam al post operam, in un territorio dove le emissioni sono controllate dai controllati e dove si può asserire tutto e il contrario di tutto, vista l’inesistenza di controllo efficaci su tutte le sostanze nocive. Qui nel savonese non conosciamo la qualità dell’aria.

Il dott Bianchi (ricercatore CNR epidemiologo che si occupa di Valutazione di Impatto Sanitario) ci ha spiegato come i danni alla salute non siano più solo genetici ma epigenetici, cioè sulla fisionomia del genoma e quindi a rischio sono anche le generazioni future.

Come misurare i rischi? Non sembra così difficile come ci fanno credere. Non più centraline pseudo fasulle, ma dosimetri applicati alle persone, strumenti più sofisticati che, insieme ad altri, potranno dare un quadro che il dottor Bianchi, ritiene già fortemente compromesso.

Gli strumenti efficaci per la misurazione ci sono, basta avere la reale volontà di misurare i veri livelli di inquinamento.

Le sostanze in questione sono molte e terribili solo a sentirle nominare, ma Tirreno Power, in modo anacronistico, continua a parlare solo di SOx, NOx e PM10 (e non delle pericolosissime PM1 e PM0,1). Un’assurdità che troppo spesso i nostri Amministratori e politici non hanno avuto la forza e l’intelligenza di contraddire.

Dobbiamo decidere solo quando abbiamo certezze? Chiede Bianchi proprio agli amministratori. No. Si deve decidere prima. Non si deve sempre pensare a curare, ma a prevenire.

I rappresentanti dei Comitati No CARBONE di Brindisi, Porto Tolle, Civitavecchia, Tarquinia, Rossano Calabro erano lì, sul palco a raccontare con passione le loro storie, i loro drammi, le loro sconfitte, ma anche la loro determinazione a non fermarsi a continuare a combattere.

Tutti straordinariamente vivi, in territori morti d’inquinamento da carbone. A raccontare delle centinaia di ettari intorno alle centrali che sono stati proibiti alle colture, con intere economie agricole di un territorio andate in fumo. 

A raccontare come amministratori inizialmente contro la centrale si siano fatti convincere con decine di milioni di euro di contropartita, e siano diventati gli artefici della morte di intere economie turistiche.

Le economie, i posti di lavoro da difendere sono quelli che già ci sono in un tessuto socio-economico, e non sono quelli di un’ampliamento di una centrale, che in molti luoghi si sono rivelati fasulli e che hanno devastato le economie esistenti. 

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