"Dopo un articolo pubblicato su un giornale di questa mattina, tengo a precisare alcuni punti. Riguardo al ritrovamento delle foto pornografiche, voglio precisare che è avvenuto un anno dopo il mio allontanamento dalla diocesi, non sul mio computer, ma sul server della diocesi utilizzato all’epoca da più di 30 utenti, dal centralino agli uffici al vescovo" - spiega Francesco Zanardi. Le foto non erano mie ma foto pornografiche scaricate da internet, attribuite a me da Antonio Ferri che non è però mai riuscito a spiegare la provenienza, e che ha sempre rifiutato un confronto con il sottoscritto, mandandomi a comunicare il ritrovamento da Andrea Giusto".
"Il fatto è stato subito denunciato alla Procura della Repubblica di Savona dal mio avvocato, Andrea Argenta con richiesta esplicita di notifica di archiviazione, mai arrivata. - prosegue nella sua difesa Zanardi - Ad insaputa del mio legale, il fascicolo è stato trasferito a Genova dove è andato perso, ne abbiamo ricevuto una ricostruzione pochi mesi fa e i miei legali hanno provveduto a presentare immediatamente ricorso in appello. Dalla ricostruzione non risulta che sia mai stata avviata un’indagine, anche perché il fascicolo è andato perso con prove e tutto, che comunque siamo in grado di fornire nuovamente. Tengo anche a segnalare che in data 21\2\2011 ho richiesto al tribunale di Savona un 335 (Richiesta di comunicazione delle iscrizioni nel registro delle notizie di reato) con il seguente esito “A carico della persona nominata in oggetto, non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”.