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Cronaca | 18 maggio 2011, 20:39

Tangenti Enel: chieste condanne fino a sei anni e mezzo e 600.000 Euro di sanzione per Ansaldo

I reati contestati, a vario titolo e a seconda degli indagati, vanno dall'associazione a delinquere, alla corruzione aggravata e all'appropriazione indebita, al riciclaggio, alla ricettazione, al falso in bilancio, all'emissione di fatture false. L'inchiesta, partita nel 2003, ipotizza il versamento di tangenti per l'assegnazione di appalti di centrali e turbine. Euro Power... (Reuters)

Tangenti Enel: chieste condanne fino a sei anni e mezzo e 600.000 Euro di sanzione per Ansaldo

I magistrati di Milano hanno chiesto oggi condanne fino a sei anni e mezzo per i circa 30 imputati e le 16 società coinvolti nella vicenda su presunte tangenti versate a ex funzionari di Enelpower ed Enipower per aggiudicarsi gare d'appalto nel settore dell'energia

Il pm Carlo Nocerino - che ha richiesto anche sanzioni da 500.000 a 600.000 euro - ha invocato tra l'altro la condanna a sei anni e mezzo per l'ex Amministratore Delegato di Enel Produzione, Antonino Craparotta, per l'ex AD Enelpower, Luigi Giuffrida e per il suo ex vicepresidente Gabriele Caressa.

Il pm ha chiesto che venga comminata una sanzione da 600.000 ad Ansaldo, tra le società imputate per la violazione della legge 231 del 2001, che prevede sanzioni in capo alle aziende che non impediscono ai propri dipendenti di commettere reati nell'interesse della società .

Per altri è stato chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

L'inchiesta, partita nel 2003, ipotizza il versamento di tangenti per l'assegnazione di appalti di centrali e turbine nel caso di Enelpower, società del gruppo Enel, e "ricorrenti e sistematici episodi corruttivi nell'ambito dell'assegnazione e gestione di gare pubbliche per la fornitura di impianti macchinari e componenti" per Enipower, società controllata da Eni.

I reati contestati, a vario titolo e a seconda degli indagati, vanno dall'associazione a delinquere, alla corruzione aggravata e all'appropriazione indebita, al riciclaggio, alla ricettazione, al falso in bilancio, all'emissione di fatture false.

Il totale delle presunte tangenti, secondo le stime fornite dalla Guardia di Finanza in una nota relativa alla chiusura delle indagini del luglio 2006, è di circa 27,5 milioni di euro.

Nel luglio 2009 il gup di Milano Bruno Giordano aveva disposto il rinvio a giudizio per 42 persone fisiche e 16 società.

Il processo è iniziato il 12 gennaio dello scorso anno.

REUTERS

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