Sport - 16 giugno 2011, 11:57

Diego Negri ed i fratelli Sibello, punte di diamante ai Giochi di Londra

IL VENTO NELLE MANI DEI VELISTI PONENTINI di Guglielmo Olivero

Dicono che Luca De Pedrini, responsabile dell'area tecnica della nazionale italiana di vela, sia contento, almeno per il momento, soltanto dei velisti ponentini. Ad un anno ed un mese dai Giochi di Londra la spedizione italiana si presenta con tante incognite e con la consapevolezza di una certa crisi che ha colpito il settore.

Se si esclude l'inossidabile Alessandra Sensini, per altro non al top della salute in questo periodo, poche sono le luci che in questo momento confortano il tecnico azzurro. Meno male che a confortare ci sono i fratelli alassini Pietro e Gianfranco Sibello nei 49er e l'imperiese Diego Negri nelle Star.

Questi due equipaggi, che come gli altri devono ottenere il pass olimpico ai Mondiali di Perth di dicembre,  sono una sicurezza e del resto non potrebbe essere altrimenti considerato anche la personalità, davvero spiccata, dei protagonisti. Copertina per Diego Negri, imperiese che insieme al livornese Daniele Voltolini continua ad ottenere risultati importanti, rimanendo nelle prime posizioni del ranking.

Negri ha il vento nelle mani, conosce i segreti delle correnti, è capace di fare sua una regata anche quando questa appare compromessa. E' un grande e come tanti altri non ha digerito l'uscita di scena della classe Star dal panorama olimpico. Quella di Londra 2012 sarà l'ultima apparizione, a beneficio di coloro che amano distruggere la vela e che si trovano all'interno della federazione internazionale.

E che del resto alcuni componenti di questa federazione odorino di pesce marcio lo si era capito tre anni fa, Olimpiadi di Pechino, domenica 17 agosto. Quando tutta Alassio esultava per la medaglia di bronzo al collo dei fratelli Pietro e Gianfranco Sibello. Una gioia strozzata perchè i due fratelloni alassini si videro scippare il bronzo da un equipaggio che per disputare la regata si era fatto affittare un'altra imbarcazione.

Nessuno dei membri della federazione internazionale decise di opporsi ad una giuria che era da prendere, portare al largo e affidare alla custodia di qualche squalo. Tranne il presidente Sergio Gaibisso, presidente della Fiv, che in quei giorni ebbe la definitiva sicurezza della cancrena nella quale era marcita parte della Federazione Internazionale. 

Ma i fratelloni non hanno fatto storia, non hanno fatto ricorsi, hanno preso atto di un'ingiustiza e sono andati avanti. Il tempo sarà galantuomo. E se sarà anche sorretto da giustizia regalerà quel che è stato tolto. Ci sperano i Sibello, uomini di mare desiderosi che una favola, colorata dal mare, diventi realtà.

Guglielmo Oliviero