"Sinistra Ecologia Libertà ha preso atto del parere espresso dalla Giunta della Regione Liguria, portato nella Conferenza dei Servizi, relativo al procedimento per l'autorizzazione di una sezione alimentata a carbone della potenza elettrica di 460 MW presso la centrale termoelettrica di Vado Ligure – Quiliano.
Altresì, sulla base delle sommarie informazioni emerse dagli organi di stampa sulle risultanze della stessa Conferenza di Servizi, Sinistra Ecologia Libertà esprime un giudizio critico, di non soddisfazione e di preoccupazione per il metodo e il merito delle scelte fatte, nonostante i pareri contrari dei Comuni di Vado Ligure e di Quiliano.
SEL ritiene che limitare il coinvolgimento alle sole espressioni della Giunta regionale sia profondamente sbagliato. I problemi, le osservazioni e le posizioni già espresse meritavano un percorso profondamente diverso.
Il parere espresso dalla Regione Liguria ha di fatto portato a conclusione la conferenza dei servizi avviata dal Ministero per lo Sviluppo Economico, su richiesta di Tirreno Power, avvallando tutti i suoi atti precedenti compresi la Valutazione d’Impatto Ambientale fatta dal Ministero dell’Ambiente e rigettando i pareri e le autorevoli osservazioni espresse nel procedimento.
La scelta fatta dalla Regione Liguria e spinta dalla Provincia di Savona ha un' importanza storico/strategica di fondamentale rilevanza: inverte una tendenza e accetta per la prima volta, da quando la Centrale è stata realizzata, la volontà e l’impostazione, da sempre sostenute nelle diverse fasi storiche e politiche di questi anni, dai diversi Ministeri dell’Industria dei diversi Governi e dai diversi proprietari / gestori di Centrale che si sono succeduti, di arrivare alla costruzione di nuovi gruppi e / o nuovi potenziamenti a carbone della Centrale Vado L. / Quiliano.
Questo è il dato di rilevanza politico accettato e condiviso: la strategicità del potenziamento della combustione a carbone della centrale come modello di sviluppo e di prospettiva di questa comunità e di questo territorio.
Questo modello è accettato in un contesto di un Paese, come l’Italia, che da oltre 30 anni non possiede un Piano Energetico Nazionale in grado di programmare azione coordinate nell’ambito della produzione, del risparmio, dello sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della compatibilità ambientale e sanitaria; questo in una situazione di liberalizzazione della produzione e di privatizzazione del modello gestionale e all’interno di una crisi economica, occupazionale ed ambientale.
Questo modello è accettato, nella logica “del male minore” in un comprensorio come quello di Vado Ligure e Quiliano, dove esiste una condizione mista in cui le attività di produzione, il sistema della viabilità e del trasporto primario sono integrate in un unico contesto con la residenzialità. Dove i dati ufficiali forniti dall’ARPAL e dalla Regione Liguria, indicano l’esistenza di una criticità e una condizione di limite soglia, in particolare per le polveri sottili.
In questo contesto già critico, la scelta della strategicità della combustione a carbone nella centrale Vado Ligure / Quiliano si va a inserire accanto alla scelta, precedentemente fatta, della strategicità della piattaforma multipurpose e dell’insediamento del nuovo centro logistico Nordiconad nello stesso contesto territoriale e senza una valutazione dell’impatto complessivo prodotto, senza una programmazione d’insieme accettando l’impostazione delle approvazioni e delle analisi separate.
Dalle informazioni e dalla visione degli atti a nostra disposizione riteniamo che all’interno dell’iter procedurale vi siano ampie zone di rischio che potrebbero essere colmate tra accordi che tagliano, di fatto, fuori i Comuni e i territori. Appena gli atti ufficiali della conferenza saranno a disposizione li studieremo e li valuteremo con molta attenzione.
Avvieremo un ulteriore confronto con il consigliare regionale SEL Matteo Rossi, con gli Amministratori e Consiglieri SEL nei Comuni del comprensorio e con le strutture del Partito, dal nazionale al regionale, ai Circoli, per valutare le posizioni e le iniziative da intraprendere in base alle condizioni politiche e procedurali in essere.
Il progetto culturale e politico per cui SEL è nato e sul quale sta cercando di lavorare è quello della costruzione di un nuovo centro / sinistra a livello locale e nazionale che è sicuramente diverso da quello proposto e attuato nella gestione di questa problematica. Siamo consapevoli della necessità di costruire nuove occasioni di lavoro e nuove occasioni di rilancio economico produttivo allo scopo di evitare che l’ineludibile rispetto della salute si traduca in povertà e disoccupazione, dando così anche risposte alle esigenze, giustamente poste dal sindacato, di tutela dei posti di lavoro.
Il superamento di questi conflitti passa attraverso un sistema, in grado di interpretarli e di riconnetterli attraverso un percorso di assunzione di responsabilità, chiaro e trasparente, dove i territori e le Amministrazioni che li rappresentano siano referenti e protagonisti di intese finali raggiunte.
L’interesse diffuso non è una melassa di interessi contraddittori e corporativi da agglutinare nel potere autocentrato della logica degli interessi parziali né è costituito da atti d’imperio calati dall’alto. E’ necessaria una complessiva volontà di uscire da uno schema, drogato dal limite dell’emergenza, della parzialità e dalla mancanza di programmazione, che volutamente ha predeterminato una contrapposizione antagonista tra occupazione, ambiente e sviluppo imprenditoriale. "
ASSEMBLEA FEDERALE DI SAVONA
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’