Albenganese - 11 novembre 2011, 09:22

Enpa: la Festa del Sacrificio

“Pronto? Correte subito, su un terrazzo di piazza Nenni c’è un uomo che, davanti ai suoi bambini, sta sgozzando una pecora”

"Potrebbe essere questa la telefonata giunta ai centralini di alcuni organi pubblici di vigilanza di Albenga; non sono ancora noti gli esiti dei controlli ma sembra proprio che i timori espressi dalla Protezione Animali savonese su macellazioni “fai da te” in occasione della Festa del Sacrificio si stiano purtroppo avverando.

L’”Eid Al Adha” è la ricorrenza islamica in cui si ricorda l’immolazione del figlio di Abramo, Ismaele, ordinata da un comando divino e bloccata in extremis dall’Angelo; a farne le spese fu un montone e da millenni a farne le spese, per celebrarne il ricordo, sono ovini, caprini, bovini o camelidi, integri ed adulti; la macellazione deve essere rituale, per dissanguamento e non è previsto lo stordimento, in base ad una vergognosa deroga concessa in Italia dal 1998, che però prescrive che l’uccisione deve essere condotta da personale specializzato ed in strutture autorizzate ed in regola con le norme igienico-sanitarie italiane (206 in Italia, di cui 193 per il rito islamico, 4 per quello ebraico e 9 per entrambi); l’Unione delle Comunità islamiche in Italia ogni anno lancia appelli contro le macellazioni illegali, chiedendo ai fedeli di non fare uccisioni casalinghe ma, tra i molti musulmani che rispettano le leggi, c’è sempre qualcuno che le viola.

Inutile nasconderci dietro un dito – spiega il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri - la macellazione rituale, causa negli animali sofferenze atroci. A dirlo non sono soltanto le associazioni animaliste ma anche una larga parte del mondo scientifico Una delle ultime conferme arriva dalla prestigiosa “New Scientist” che ha pubblicato le conclusioni di uno studio del neozelandese Craig Johnson.

Secondo quanto dimostrato dal ricercatore, l’encefalogramma degli animali macellati senza stordimento ha mostrato chiari e inequivocabili segni di sofferenza; segnali che, in alcuni casi, hanno continuato a sussistere nei due minuti successivi all’incisione della gola e all’inizio del dissanguamento.

«Questo – prosegue Ferri – dimostra che non è vero quanto sostengono i difensori della macellazione rituale. Vale a dire che si tratta di una pratica indolore, poiché la recisione della gola provoca una perdita di coscienze nell’animale. Tra l’altro, ricordo che il dolore non è causato dal dissanguamento, ma proprio dal taglio della gola, i cui nervi continuano a inviare impulsi nervosi fino alla morte dell’animale.»

Del resto il consenso su questa pratica non è poi così granitico, se è vero che Paesi come la Malesia, a maggioranza musulmana, hanno aperto allo stordimento preventivo, e se su questa strada si è mossa anche la comunità musulmana della Nuova Zelanda. «Naturalmente – conclude Ferri – l’unico modo per non far soffrire una animale è quello di non ucciderlo, optando per la scelta vegetariana o vegana. Ma ciò non toglie che obbligarlo a essere cosciente nelle ultime fasi della sua vita sia una cosa intollerabile".

Com. Enpa