Eventi - 16 novembre 2011, 11:56

Anmil, Inail e Miss Italia presentano: il calendario 2012 firmato da Tiziana Luxardo

“Donne che Vincono” è il titolo del calendario foto-biografico, voluto da ANMIL, INAIL e Miss Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela della salute delle donne sul luogo di lavoro, che si è avvalso della forza delle straordinarie immagini scattate da un grande nome della fotografia italiana, Tiziana Luxardo

Dodici donne, le loro storie. Donne che nella vita hanno vinto grazie alla loro tenacia e alla loro determinazione. Donne che sono state duramente colpite da un incidente sul lavoro e che improvvisamente hanno dovuto riprogettare totalmente la loro vita e i loro sogni, ma al contempo sono riuscite a preservare la loro femminilità e il loro ruolo all’interno della famiglia. Accanto e insieme a loro altre dodici giovani donne che hanno raggiunto il sogno di diventare Miss nel Concorso più prestigioso del nostro Paese. Due mondi che si incontrano e si uniscono con il comune obiettivo, tutto al femminile, di raccontare, attraverso immagini e storie, una dura realtà che può colpire chiunque e in qualsiasi attività lavorativa.

“Per contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro servono volontà, determinazione e impegno allargati e condivisi, ma per far conoscere i risvolti nella vita di una donna all’indomani di un infortunio sul lavoro dove al danno si aggiungono fattori di discriminazione che influiscono nella sfera sociale e lavorativa, è determinante avvalersi di sinergie straordinarie”, dichiara il Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni che ha voluto promuovere questa iniziativa nata in collaborazione con l’INAIL e che ha visto il Presidente della Miren (la società che organizza il Concorso di Miss Italia) Patrizia Mirigliani, sposare un progetto che punta a valorizzare il ruolo delle donne nella società.

“Ho trovato la bellezza dove nessuno la va a cercare – spiega Tiziana Luxardo – e ho accettato l’invito di ANMIL a realizzare il calendario coinvolgendo Miss Italia nel progetto perché amo ancora mettermi in gioco e vincere nuove scommesse”.

Gli scatti - tutti rigorosamente in bianco e nero come è nella tradizione della fotografa che è riuscita a catturare il perfetto connubio tra bellezza e forza - hanno visto dodici donne comuni unite da un comune denominatore, il coinvolgimento in un incidente sul lavoro, ritratte insieme a dodici titolate con fascia compresa la vincitrice di Miss Italia Stefania Bivone, che hanno voluto dare il loro personale contributo per richiamare l’attenzione su un tema di cui si dovrebbe parlare molto di più.

“Le ragazze di Miss Italia - ha spiegato Patrizia Mirigliani - sono consapevoli che non è sufficiente una fotografia a rincuorare una madre, una sorella ferita, ma tutte insieme abbiamo la forza di pretendere il diritto a prevenire i pericoli che si annidano nei posti di lavoro”.

“Siamo orgogliosi che il primo lancio del Calendario di ieri a Roma, sarà solo l’inizio di un successo in cui abbiamo sperato per tutte le donne lavoratrici e per quelle che sono rimaste vittime di un infortunio sul lavoro – spiega il Presidente provinciale ANMIL di Savona, Giancarlo Bertana  - affinché sappiano che crediamo nella necessità di: puntare su una maggior sicurezza nei luoghi di lavoro e di mettere in atto politiche di conciliazione che agevolino in modo concreto lo svolgimento dei molteplici ruoli svolti dalle donne in quanto mogli, madri, badanti, amministratori delegati dell’ “impresa familiare” e lavoratrici”.

“Proprio grazie alla partnership con Miss Italia e a tutte le donne infortunate sul lavoro che ci hanno sostenuto in questa iniziativa da tutta Italia, partecipando anche dalla nostra città al Concorso “Foto-biografia”, nato da un’idea del Gruppo donne ANMIL per le politiche femminili, lanciato lo scorso 8 marzo da ANMIL e INAIL – aggiunge il Presidente Bertana - abbiamo realizzato oggi un Calendario 2012 dal titolo emblematico, “Donne che Vincono”, in cui abbiamo voluto accostare mondi apparentemente lontanissimi in una sorta di solidarietà femminile per rendere loro un omaggio denso di significato. Da questa emozionante esperienza abbiamo voluto dare modo, a quanti vedranno questo calendario fotobiografico, di ammirare la forza, la determinazione e la bellezza di donne che hanno saputo superare prove molto difficili. Donne che hanno dimostrato che tutti possono farcela ed una menomazione o una disabilità non potranno mai sminuire il loro vero valore”.

Ne è risultato dunque un prodotto straordinario, arricchito anche dagli spunti di riflessione ispirati sia dai brevi racconti delle protagoniste scritti dalle giornaliste Loredana Quatrini e Nadia Zicoschi che da alcune ‘pillole’ in tema di prevenzione degli infortuni. 

Patrocinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro per le Pari Opportunità, l’iniziativa ha portato alla produzione di un Calendario stampato in 10.000 esemplari che saranno distribuiti gratuitamente.


Donne che Vincono”

Un anno di donne straordinarie. Donne da conoscere un mese dopo l’altro, con la loro fragilità, la loro rabbia, la loro forza.

Donne che sono state colpite duramente nel fisico e nell’anima, ma che hanno sempre rialzato la testa e si sono mostrate fiere all’obiettivo della fotografa Tiziana Luxardo a fianco delle ragazze di Miss Italia.

L’ennesimo calendario fotografico? Sì, ma questo calendario foto(bio)grafico esce dagli schemi, perché accosta mondi apparentemente lontanissimi e inconciliabili.

ANMIL e INAIL li hanno fatti comunicare, spiazzando certamente molti: le giovani vincitrici di Miss Italia non vivono solo di passerelle.

Si sono fatte partecipi di un problema sociale contribuendo a tenere accesi i riflettori sul problema della salute e sicurezza sul lavoro e, in particolare, sulla condizione della donna che lavora e si infortuna.

In questo calendario le Miss cedono il passo e si mettono in seconda fila a guardare altre donne, belle e coraggiose, la cui invalidità si è conciliata con la consapevolezza e la stima di se stesse.

Questo calendario ha trovato la bellezza dove nessuno la va a cercare. Le foto in esso contenute ci insegnano che lungo il cammino si trovano solidarietà impensabili o forse solo impensate dai più.

C’è una qualità della vita che si può riconquistare e un infortunio non deve tagliare fuori nessuno dal palcoscenico dell’esistenza. Un ringraziamento a Patrizia Mirigliani e a Tiziana Luxardo per aver creduto in questo progetto.



BANCA DATI INAIL

I numeri del fenomeno infortunistico al femminile *

Infortuni sul lavoro denunciati nel 2010: 245.388

di cui
Agricoltura: 10.513
Industria e Servizi: 211.377

Dipendenti Conto Stato: 23.498


Le morti sul lavoro nel 2010: 79

di cui
Agricoltura: 3
Industria e Servizi: 71

Dipendenti Conto Stato: 5


Infortuni per tipologia

In occasione di lavoro: 200.460

In itinere: 44.928


Infortuni mortali per tipologia

In occasione di lavoro: 38

In itinere: 41

 

*Elaborazione ANMIL su archivi Banca Dati Statistica INAIL aggiornata al 30/04/2011

Le protagoniste

GENNAIO: Irene Licitra - Irene Cioni, Miss Wella Professionals 2011

Irene, 17 anni

Avevo solo tre anni. Allora non capivo perché tutti mi stessero intorno, nemmeno fosse il mio compleanno. Poi papà non è più venuto a prendermi a scuola.

Sono passati tredici anni da quando mio padre è morto folgorato da una scarica elettrica nell’azienda nella quale lavorava. Credevo che il lavoro servisse a rendere l’uomo libero e autonomo, non che fosse una trappola mortale.

Mio padre si chiamava Francesco e oltre a lui, da quel giorno, la corrente si è portata via anche un pezzo della mia vita. Mia madre da allora ha sempre lavorato fino a tardi e io e mio fratello trascorrevamo la maggior parte del tempo con la nonna. Ad ogni festa del papà, come i miei compagni, a scuola, preparavo un regalo. Tornavo a casa e lo mettevo davanti alla sua foto, ma la consapevolezza che lo vedesse e che quel gesto lo rendesse felice è sempre rimasta per me soltanto una speranza. Mi chiedo quanto la nostra vita avrebbe potuto essere diversa se solo mio padre non avesse svolto quella mansione, se soltanto i sistemi di sicurezza fossero stati messi a norma. Sono cresciuta più in fretta delle altre; sono stata una bambina capace più degli altri di stare a casa da sola, di cavarmela. Ma dentro di me so che a mio padre è stato negato più di un diritto, primo fra tutti quello di occuparsi del futuro mio e di mio fratello.

Irene Cioni, 18 anni - Miss Wella Professionals 2011

Vive a Fucecchio (FI) con la famiglia. Studia all’ultimo anno di ragioneria. Ha posato per Tiziana Luxardo insieme ad Irene Licitra, una sua coetanea che ha perso da piccola il papà in un incidente sul posto di lavoro. «Abbiamo la stessa età, oltre ad avere lo stesso nome. In lei ho percepito una grande forza mentre mi raccontava la drammatica storia di suo padre, che è poi la sua. Dopo aver parlato un po’ tra noi, abbiamo posato insieme sul set: veniamo da luoghi e vite differenti, ma in questa iniziativa camminiamo fianco a fianco per un obiettivo comune».

 

Febbraio: Mery Ballatori - Valentina Vidal, Miss Benessere Specchiasol 2011

Mery, 46 anni

Questa mano saluta gli amici, cresce due figli e cerca di non stare sempre in tasca. Per mesi ho cercato un posto per non pesare più sulla mia famiglia.

Poi l’ho trovato in un’azienda alimentare dove lavoravo 45 ore la settimana per 600mila lire al mese. Lo stipendio era ridicolo ma io ero contenta. Una mattina mentre toglievo il pane grattugiato inumidito dalla bocca dell’impanatrice, come mi avevano insegnato a fare, una coclea mi ha afferrato la mano destra. Che non c’era la protezione l’ho scoperto dopo. Mentre la macchina mi triturava la mano sentivo i miei strilli, urlavo di spegnere l’impastatrice. Ho subito l’amputazione del dito medio e di parte del secondo e del quarto.

L’indice, dopo l’innesto, è rimasto rigido e con il freddo diventa viola e dolorante. Ricordo i ricoveri a Roma, gli interventi, le mie lacrime. E tanti problemi, tanta solitudine, ma i momenti di sconforto li tenevo tutti per me. Ho cercato di ricominciare. Ho inviato tante raccomandate per partecipare a concorsi pubblici e anche alle poste dove ho fatto domanda senza allegare la documentazione attestante l’invalidità. Alla prova scritta di dattilografia con le mie sette dita ho fatto meglio di tanti altri. Tre anni dopo l’infortunio mi hanno assunta.

Avevo vinto e finalmente mi sentivo libera e forte. In poche righe forse non riuscirò a spiegare quello che ho provato, ma è certo che le sofferenze ti aiutano a vedere la vita per quello che è. Ho un marito, due figli. La mia mano destra è esteticamente orribile ma non è giusto sentirsi diversi e inferiori.

Valentina Vidal, 22 anni - Miss Benessere Specchiasol

Vive a Cervignano del Friuli. Laureata in Economia Aziendale, sta frequentando un corso magistrale sempre in questa disciplina. «Trovo lodevole l’iniziativa. Patrizia Mirigliani ci aveva accennato che quest’anno il calendario avrebbe avuto un’impronta sociale. Sono onorata di far parte di un progetto volto alla sensibilizzazione».


MARZO: Monica Di Martino - Alessia Cervelli, Miss Miluna 2011

Monica, 36 anni

Ho infilato il cellulare nel taschino del giubbotto; di solito lo mettevo nel portaoggetti della macchina. Ma quel giorno, me lo sentivo, non sarebbe stato come gli altri...

Ogni mattina per andare al lavoro dovevo fare 45 chilometri su una strada brutta, pericolosa. Quel giorno, il 12 giugno del 2007, non mi decidevo a partire, ma dalle mie parti il lavoro è un lusso, soprattutto per i giovani. Poi sono salita in auto con mia sorella che lavorava in uno stabilimento vicino al mio. Mi sentivo strana ma mi dicevo: “Monica non essere pessimista”.

Imboccata la Statale Ofantina ecco... una macchina ci viene incontro: “Rosaria stai attenta!”, ho gridato a mia sorella. Ma l’urto, violento, è stato inevitabile. Scontro frontale. Il motore dell’auto si era staccato dalla scocca e mi stava addosso. Sono riuscita a prendere il cellulare dal taschino - meno male che l’avevo messo lì - e ho chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco ci hanno messo tanto tempo per estrarci dalle lamiere. È iniziato un calvario durato quattro anni. Ricoveri, interventi chirurgici alle braccia e alle gambe, poi la riabilitazione.

Quando cominciavo a stare meglio è arrivato quel dolore insopportabile e la febbre alta: avevo preso lo ‘pseudomonas aeurginosa’, il batterio della morte.

Ce l’ho fatta anche quella volta. Poi la protesi all’anca: uno shock per me che ero giovane e amavo ballare. Oggi penso che sono viva, che ho ricominciato a camminare, che la mia vita è quasi normale. Da allora ho al mio fianco un Angelo meraviglioso che Dio mi ha mandato al momento giusto. E di me non cambierei neppure un capello.

Alessia Cervelli, 20 anni, Miss Miluna 2011

Vive a Torino e studia all’università, facoltà di Scienze Politiche.

«Mi è piaciuta l’idea di accostare noi ragazze del Concorso a donne che hanno vissuto momenti così difficili nella loro vita. Oggi, su questo set, fotografate da un’artista d’eccezione, mostrano tutta la loro forza, tutto il loro fascino. Penso che ci sia stato poco, pochissimo, da valorizzare perché sono donne bellissime, dentro e fuori».

 

APRILE: Roberta Figini - Valentina Cammarota, Miss Curve d’Italia Elena Mirò 2011

Roberta, 41 anni

Suonavo il clarinetto, la mia grande passione. Ho pensato di non poterlo più fare e ho scelto il corno francese perché si suona con una sola mano. Poi ho capito che ci si può rialzare anche più di una volta...

Era un giorno come tanti di molti anni fa. Lo rendeva diverso il fatto che la pressa alla quale ero addetta al controllo era stata manomessa, in barba alle norme sulla sicurezza e senza che io ne fossi a conoscenza. La mia mano destra e l’avambraccio subirono un grave trauma da schiacciamento, aggravato dalle ustioni. Entrambi erano irrimediabilmente lesionati.

Fino ad allora la mia era stata la vita di una giovane donna che lavorava ma, soprattutto, coltivava una grande passione per la musica, fatta di studio e concerti.

Ho dovuto lasciare il clarinetto, perché per suonarlo servono tutte e due le mani. Allora ho cominciato a suonare il corno francese in un’orchestra, perché per farlo mi bastava una sola mano. Soltanto quando mi hanno diagnosticato, anni dopo, un ‘neurinoma acustico’ che mi ha portato via l’udito dell’orecchio sinistro, ho capito cosa mi aveva insegnato la mia esperienza. Così mi sono fatta costruire un clarinetto su misura per le mie dita e ho ricominciato a suonare con più entusiasmo di prima, puntando tutto sul mio orecchio destro. Ho due figli meravigliosi che ogni tanto sorridono quando le mie dita si muovono in modo maldestro. Ma con gli altri è diverso: ancora oggi il semplice gesto di stringere una mano mi crea disagio.

Valentina Cammarota, 20 anni - Miss Curve d’Italia Elena Mirò 2011

È nata a Napoli ma vive a Milano. È diplomata al liceo scientifico.

«Non credo potesse essere scelto titolo migliore per questo calendario. Le persone che ho conosciuto sul set sono tutte “donne che vincono” ed è ammirevole, oltre alla loro forza, la voglia che hanno di raccontare e raccontarsi, perché altri non vivano quello che hanno sofferto loro».


 

MAGGIO: Siria Piccinini - Mara Dall’Armellina, Miss Cinema Veribel 2011

Siria, 48 anni

È stato un fusibile a cambiare la mia vita. Quell’orario 6-14 che mi consentiva di stare il pomeriggio con la mia bambina mi aveva convinta a lavorare alla pressa, anche se di quella macchina avevo paura.

Tutti dovrebbero sapere che prima di utilizzare una macchina bisogna conoscerla bene; bisogna pretendere che sia revisionata; bisogna averne un pò paura. 17 anni fa una fabbrica che produceva tomaie per le scarpe mi offrì un lavoro, dopo un difficile e per me lungo periodo di mobilità. Ero addetta ad una pressa che, da molti anni, restava operativa per 16 ore consecutive al giorno. Aveva sempre avuto un piccolo difetto: tra una tomaia e l’altra bisognava rimuovere con la mano un residuo di scarto che da solo non riusciva a staccarsi. Una manovra sicura - almeno pensavo - visto che per farla e per riavviare la macchina dovevo azionare con le mie mani un comando.

Ma quel giorno si verificò un guasto senza alcun preavviso e mi sono accorta troppo tardi che la pressa si stava chiudendo senza aspettare il mio comando. Ha stritolato la tomaia, il residuo di scarto e anche il mio braccio. Mentre ero in ospedale il mio contratto è scaduto; la mia bambina aveva sei mesi e la mia mano era stata amputata. Con tanta forza di volontà da parte mia e l'aiuto di mio marito e di tutti i miei cari mi sono risollevata e ho deciso di avere un secondo figlio. Il lavoro mi manca e non riesco ancora a trovarlo. È stata dura sin dal primo istante: ricominciare, cambiare, riadattare la propria esistenza, superare i momenti di sconforto... ma questa è la mia vita e qualsiasi cosa accada voglio godermela fino in fondo.

Mara Dall’Armellina, 22 anni - Miss Cinema Veribel 2011

È di Mareno di Piave (TV) ed è diplomata in ragioneria, indirizzo linguistico.

«Ho partecipato con grande gioia a questa iniziativa che vuole essere lo strumento per lanciare un appello. Noi ragazze di Miss Italia ci affianchiamo all’ANMIL, all’INAIL, e a queste grandi donne protagoniste del calendario, per lanciare un importante messaggio di prevenzione. Gli incidenti sul lavoro sono un cancro della nostra società».

 

GIUGNO: Maria Pia Latorre - Maria Ludovica Perissinotto, Miss Eleganza Sì è Lei 2011

Maria Pia, 30 anni

Era soltanto un lavoro estivo e avevo appena vent'anni. In lavanderia le macchine lavorano ad una temperatura di 190°. Ne bastano molti meno per mangiarti un arto.

Jesolo nei mesi estivi cambia faccia. Gli alberghi si riempiono e, quando sono grandi come quello nel quale lavoravo io, in poche ore sfornano quantità industriali di biancheria da lavare. La lavanderia nella quale avevo preso servizio era posizionata nel sotterraneo dell'albergo.

Dovevo far funzionare la stiratrice e anche quel giorno lo stavo facendo seguendo scrupolosamente le istruzioni ricevute: "Questa sbarra - mi era stato spiegato - deve restare alzata, così stai più comoda per stirare". L'avevo interpretata come un'attenzione; soltanto troppo tardi ho capito che quella sbarra serve ad evitare ciò che è accaduto a me: essere trascinata da un lenzuolo avvolto intorno al braccio fin dentro l'inferno incandescente del vapore. Nessuno sentiva le mie urla. Pensai di dover fare qualcosa da sola: con la mano sinistra riuscii a fermare i rulli ma non la macchina.

Passarono venti infiniti minuti prima che un collega dalla cucina mi sentisse e venisse ad aiutarmi. Venti minuti che ho vissuto come se fossi caduta in un gioco del terrore, una roulette russa, visto che la macchina andava a gas e io sapevo che avrebbe potuto esplodere da un momento all'altro. Per fortuna non accadde e quando arrivai all'ospedale ebbi l'altra buona notizia: "Cercherò di salvarti il gomito - mi disse il chirurgo". Che era una buona notizia però l’ho capito molto dopo.

Maria Ludovica Perissinotto, 18 anni - Miss Eleganza Si è Lei

Vive a Teramo (TE). È diplomata al liceo artistico e frequenta la facoltà di ‘Benessere e tutela degli animali’, un ramo di Veterinaria.

«Ho visto donne molto forti, persone determinate, orgogliose di avercela fatta. In Italia si parla poco di loro, degli infortunati sul lavoro, quando invece dovrebbero essere portate avanti continue campagne di sensibilizzazione su questo fenomeno così terribile e purtroppo frequente. Non ho avuto alcun dubbio a dare il mio piccolo contributo in tal senso. La prevenzione è fondamentale, dobbiamo ricordarlo tutti, sempre».


LUGLIO: Monica Baroni - Eleonora Pierella, Miss Simpatia Esselunga 2011

Monica, 40 anni

Il ricordo di quel giorno è nitido. Passa ancora nella mia testa come un treno velocissimo, non puoi scendere e non puoi salire. Lo vedo andare via in corsa verso l'orizzonte, ho la certezza di averlo perso.

Ho sempre macinato una quantità infinita di carne. Nel nuovo lavoro non mi toccava più: pur rimanendo nel reparto macelleria, mi occupavo della lavorazione dei cibi pronti da cuocere. Avevo 25 anni quel giorno in cui mi chiesero di occuparmi anche della macinazione della carne e, nell’utilizzare il tritacarne, subito mi accorsi che aveva qualcosa di strano. Convinta che ci fossero le protezioni, ho spinto la carne aiutandomi con la mano che, invece, in un istante mi è stata risucchiata. Soltanto dopo ho saputo che il macchinario era stato manomesso per produrre qualche polpetta in più. Il dolore di quel momento è un ricordo che non mi ha mai abbandonato.

Ho ricominciato, come una bambina, ad imparare a scrivere con la mano sinistra, a trovare forza e metodo per allacciare le scarpe, per vestirmi, per lavarmi e a cimentarmi in un'impresa impossibile come quella di sbucciare una mela o tagliare una fettina di carne.

La giustizia penale ha prodotto una sentenza vergognosa che ancora mi indigna perché cancella in poche righe una disabilità che io invece vivo ogni giorno. Ma nessuno mi può calpestare, io resto quella che ero, solo più forte di prima.

Eleonora Pierella, 21 anni - Miss Simpatia Esselunga 2011

Vive a Roma, dove studia Scienze Biologiche all’università. «Prevenzione. È l’importante messaggio che riecheggia intorno al calendario ed è l’appello che vogliamo gridare a gran voce attraverso queste immagini. In Italia il fenomeno degli infortuni sul lavoro mostra dati agghiaccianti. La professione dovrebbe rendere liberi, farci sentire realizzati. A volte però, senza i dovuti accorgimenti, può distruggere la nostra vita e quella degli altri».


AGOSTO: Daniela Pimpinelli - Michela Albiani, Miss Ragazza in Gambissime Luciano Barachini 2011

Daniela, 23 anni

Sono giovane e quando penso al mio futuro, penso che mi sposerò e avrò dei figli. Mi chiedo se sarò all’altezza, se sarò una buona madre e una buona donna di casa...

È successo l’anno scorso l’incidente che mi ha stravolto la vita. Lavoravo in un salumificio: stavo tritando la carne e con la mano sinistra ho cercato di rimuoverla dalle pareti del cilindro. Era privo di griglia e del bloccaggio di sicurezza. La mia mano sinistra è stata risucchiata nell’ingranaggio. In ospedale mi hanno amputato all’altezza dell’avambraccio.

Sono mancina e con quella mano mi vestivo, scrivevo, facevo tutto. Mi hanno applicato una protesi, ma non è lo stesso. Sono giovane e fino all’anno scorso avevo tanti amici, quelli dei tempi della scuola, con cui ti diverti, scherzi, vai alle feste. Ora ne ho di meno ma sono ‘veri’; quelli che non ti guardano con compassione ma che ti aiutano con spontaneità. Quelli che sopportano la rabbia che scatta anche per piccoli motivi, per un bicchiere che non sta dove vorresti…

Anche il rapporto con i ragazzi non è più lo stesso. Il mio fidanzato di allora se ne è andato e anche la sua famiglia è sparita. Ho un altro ragazzo, che mi ha conosciuta senza la mano e mi accetta così. Ho un nuovo lavoro, in un albergo dove mi lasciano muovere da sola i miei passi senza forzature.

Mi hanno dato fiducia. Lavoro alla reception e non nego che qualche volta con i clienti è imbarazzante. So che ho un percorso lungo da fare e mi faccio aiutare da una psicologa. Quando penso al mio futuro ho un po’ paura; ma una cosa so per certo: non voglio arrendermi.

Michela Albiani, 20 anni - Miss Ragazza in Gambissime Luciano Barachini

Vive ad Arezzo. Diplomata in “Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali”, attualmente lavora come segretaria nella ditta meccanica del padre. Sa cosa significa vivere una situazione di disagio dopo un infortunio perché 16 anni a fa sua sorella, dopo un incidente in moto, è stato amputato l’arto sinistro.

«Non sono situazioni facili da accettare, ci vuole tanta forza di volontà e l’appoggio delle persone care è di fondamentale aiuto. Proprio perché so cosa significa avere un familiare con una menomazione sono particolarmente sensibile al tema degli infortuni sul lavoro. Sono orgogliosa di unirmi al coro di voci di queste “donne che vincono” per riportare l’attenzione su una pagina nera della nostra società».


SETTEMBRE: Saadia Halloum - Sophia Sergio, Miss Peugeot 2011

Saadia, 39 anni

Nel mio paese, il Marocco, avevo partecipato a diversi concorsi di bellezza. Qualcuno lo avevo pure vinto. Ero giovane e sognavo di fare la modella.

Quando sono arrivata in Italia dal Marocco ho trovato lavoro come cameriera in un albergo vicino Messina. Servivo ai tavoli del ristorante.

Quel giorno, il 22 maggio del 1995, il mio datore di lavoro ha messo l’alcool nel vassoio delle crêpes per il flambé e ha dato fuoco. Il ritorno di fiamma ha fatto esplodere il vassoio che avevo in mano e mi sono trasformata in una torcia umana.

Per quattro ore sono rimasta in preda a dolori atroci. Ero quasi in fin di vita. Poi mi hanno portata all’ospedale di Taormina e di lì a Catania. Avevo ustioni di secondo e terzo grado sulla metà del corpo.

Ho subito decine di interventi chirurgici con autoinnesti cutanei. Dovevo indossare una guaina per proteggere la pelle ustionata e sorreggere il corpo fino al mento. Non riuscivo nemmeno a masticare. Non sono più stata in grado di lavorare. Prima dell’infortunio ero una ragazza allegra, dinamica, studiavo il pianoforte e mi piacevano le moto di grossa cilindrata. Dopo sono arrivate la depressione, l’ansia e le ferite dovrò curarle per tutta la vita. Ma non ho perso la voglia di vivere e di andare avanti. Oggi ho un bravo marito e due bambini e faccio volontariato.

Sophia Sergio, 19 anni - Miss Peugeot 2011

È nata a Massa di Somma ma vive a Milano. È diplomata al liceo. «Sono sempre stata convinta che tutto si supera. Se lotti e non ti arrendi, puoi riuscire ad andare oltre anche le più pesanti difficoltà: le donne che hanno realizzato con noi questo calendario hanno rafforzato in me questa convinzione. Non bisogna mai abbattersi, piuttosto è fondamentale fare tutti la propria parte perché gli incidenti sul lavoro diminuiscano drasticamente».

 

OTTOBRE: Marcella Budello - Ilaria Rocchetti, Miss Rocchetta Bellezza 2011

Marcella, 50 anni

Avevo lavorato tutta la vita sulla mia voce. Ne conoscevo tutte le sfumature. Eppure l'urlo che emisi quella sera, precipitando dai gradoni dell'Arena di Verona, lo sento ancora oggi. Ricordo ancora l'emozione di quella vigilia; in scena c'era il Nabucco.

Ero un'artista del coro, ero molto giovane e sognavo che un giorno avrei respirato quella stessa atmosfera estiva dell'Arena nel ruolo della protagonista.

Avevo esercitato ogni muscolo e ogni respiro; mi sentivo concentrata al mio posto. Poi un movimento minimo, un appoggio che mi è mancato e, all'improvviso, l'intero allestimento scenico si era capovolto e io cadevo nel vuoto senza potermi aggrappare ad alcun sostegno. Prima un gradone, poi un altro, ne ho contati sette finché il maestro, che fino ad allora avevo guardato dall'alto, non ha fermato la mia corsa. Lì, sull'ultimo gradone dell’Arena, si è fermato anche il mio sogno di diventare una grande cantante lirica.

Dovevano portarci Nabucco su quel tavolaccio e invece ci hanno portato me, fino all'ambulanza. Da allora non sono stata più la stessa. Gli sforzi vocali potevano peggiorare la mia emorragia retinica fino alla cecità, la mia lingua non seguiva più gli esercizi sonori. Oggi il palcoscenico non mi fa paura, ma non posso più fare la cantante lirica. Sono una cantante jazz, insegno canto con passione e cerco di spiegare ai miei allievi che possono utilizzarlo come una terapia miracolosa, qualunque cosa accada loro.

Ilaria Rocchetti, 20 anni - Miss Rocchetta Bellezza 2011

È di Roma. Studia al secondo anno di università, facoltà di Giurisprudenza, e sogna di diventare magistrato.

«Quello di quest’anno è un calendario sicuramente diverso dagli altri realizzati dal Concorso. Nel backstage del set Luxardo ho avuto l’occasione di ascoltare alcune delle storie di queste donne. Conoscevo il problema degli infortuni sul lavoro, ma non sapevo che fosse così frequente in Italia. Con il loro contributo così pulito e delicato abbiamo comunicato un messaggio importante».

 

NOVEMBRE: Annunziata Tiberi - Dalila Pasquariello, Miss Deborah Milano 2011

Annunziata, 45 anni

Ho festeggiato in ospedale il mio ventinovesimo compleanno ma è stato un bellissimo giorno perché ho potuto rivedere e riabbracciare i miei bambini.

Ho sempre lavorato nei campi. A diciannove anni mi sono messa in proprio. La mia vita trascorreva tranquilla tra lavoro, casa, un marito e due bambini da crescere. Il 15 marzo del 1995 ero sul trattore perché dovevo dare l’acqua ramata agli ulivi. Mi sono accorta che la pompa della botte legata al cardano del mezzo perdeva olio e sono scesa senza spegnere il motore.

All’improvviso la mia giacca si è arrotolata al cardano. Nella manica c’era il mio braccio che è stato letteralmente strappato. I miei vicini di casa hanno sentito le urla e mi hanno portata in ospedale. Sono tornata a casa solo dopo 17 giorni.

Io donna giovane, a detta degli altri discretamente bella, mi accorgevo che non potevo più fare le cose di prima. Mi era difficile allacciare il reggiseno, preparare la merenda ai miei figli e abbracciarli. Non so se supererò mai completamente il dramma. Oggi però sono tranquilla grazie all’amore e al sostegno della mia famiglia che non mi ha mai abbandonata nei momenti di sconforto e depressione. E guardo avanti.

Dalila Pasquariello, 21 anni - Miss Deborah Milano 2011

Nata a Napoli, è diplomata al liceo linguistico ed è iscritta al primo anno di un Istituto di Grafica e Comunicazione Visiva.

«È stato importante venire a contatto con un problema di cui ho tanto sentito parlare, ma che non conoscevo così nel dettaglio. Ho parlato con donne che hanno avuto esperienze difficili ma che hanno trovato dentro di loro la forza di andare avanti. Sul set erano bellissime».

 

DICEMBRE: Elisa Pistonesi - Stefania Bivone, Miss Italia 2011

Elisa, 68 anni

Prima via una gamba poi l’altra. Per gran parte della mia vita ho usato le protesi. Ma cinque anni fa ho scelto la sedia a rotelle: “è più comoda”.

Ho cominciato a lavorare a 14 anni. Ho fatto la camiciaia e la sarta. A 18 anni ho deciso di dedicarmi alla famiglia e sono andata a lavorare nei campi.

Ero una giovane mamma di ventisei anni, quando all’improvviso è arrivato il temporale nella mia vita e sono stata travolta da un infortunio con il trattore nella raccolta dei pomodori perdendo la gamba destra.

Ci sono voluti sacrifici e impegno enormi e, grazie anche all’aiuto del Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio, sono ritornata a crescere i figli come meglio ho potuto. Ma non è finita qui. Dopo tredici anni mi sono ritrovata in un'altra tragedia: il capannone davanti casa ha preso fuoco. Dentro c’era una bombola del gas che è scoppiata e mi ha ferita all’altra gamba. I medici hanno dovuto amputare anche quella. Di nuovo dolore e sacrifici.

Il primo incidente è stato certamente il più brutto perché insieme alla gamba mi è stata portata via la mia giovinezza e la possibilità di seguire i miei due figli come avrei voluto. Ma non mi sono arresa e mi sono rialzata ancora. Per alcuni anni ho camminato con l’aiuto di due protesi. Ora sono stanca e ho scelto la carrozzina e mi godo i miei cinque splendidi nipoti.

Stefania Bivone, 18 anni - Miss Italia 2011

Nata a Sinopoli (RC), frequenta il quinto anno di liceo scientifico e aspira a laurearsi in Giurisprudenza.

Miss Italia racconta così l’esperienza vissuta sul set Luxardo: «Sono onorata di aver preso parte a questo calendario che porta con sé un forte messaggio sociale. Il fenomeno degli incidenti sul lavoro coinvolge purtroppo moltissime persone in Italia. Insieme ad ANMIL e INAIL vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e riportare l’attenzione sull’importanza della prevenzione».

Com.