Prosegue l'indagine, avviata dalla Lega Nord, incentrata sullo stato delle opere infrastrutturali savonesi che, negli anni, hanno assorbito importanti risorse finanziarie.
Quella che viene offerta alla cittadinanza riguardo i risultati ottenuti da questa
Amministrazione, è una mera opinione, molto soggettiva.
“La realtà - che è l'unica cosa che interessi alla Lega Nord - parla di investimenti di miliardi delle vecchie lire, a fronte dei quali non si comprende il perché il comprensorio in cui è ubicato l'impianto di depurazione debba a tutt'oggi sopportare miasmi intollerabili, che deprezzano fortemente il patrimonio privato ed ostacolano, offrendo un pessimo biglietto da visita, tutte le attività imprenditoriali legate al turismo ed al commercio. Inoltre, non sappiamo neppure se i gas di scarico, così maleodoranti, possano avere effetti negativi, oltre che sull'economia, anche sulla salute delle persone e sulla salubrità dell'ambiente.”
Inizia così Massimo Arecco, nella sua duplice funzione di Commissario e Consigliere del Carroccio, riferendosi al depuratore di Legino.
Di recente, il problema degli scarichi è stato sollevato anche in sede di Consiglio Regionale, con un'interpellanza presentata dal Consigliere della Lega Nord Maurizio Torterolo.
“I lavori per il depuratore di Legino - prosegue Arecco - iniziarono negli anni '80 e terminarono nei primi anni '90 e, nonostante l'ingente entità dei costi sostenuti, non hanno mai consentito all'impianto di funzionare bene. Negli ultimi anni è stato anche realizzato un impianto di deodorizzazione, ma, stante l’attuale perdurare della situazione, i risultati ottenuti sono stati insufficienti.
Da notizie apparse sui giornali, parrebbe che, a breve, dovrebbero essere spesi ulteriori 250.000 Euro (sic!), per effettuare ulteriori interventi sulla parte dell'impianto destinata alla deodorizzazione.
Tale somma, dovrà essere aggiunta alle centinaia di milioni di lire ad oggi spese, senza che il problema sia stato risolto definitivamente.
Qui non si tratta di fare critiche a priori, né di avere pregiudizi nei confronti dell'operato dell'Amministrazione Comunale, come accusa frequentemente il Dott. Berruti rivolgendosi all'opposizione, durante i Consigli Comunali - sottolinea ancora Arecco - bensì di analizzare ogni singola opera / risorsa che abbia assorbito investimenti ingenti e che non abbia prodotto ritorni in termini di efficienza. Ribadisco infatti, che non ci si può nascondere dietro alla stretta dei finanziamenti da Roma: bisogna far rendere quanto a disposizione, ponendo rimedi ad inefficienze che, come in questo caso, continuano a gravare sia sulle finanze pubbliche, a causa della necessità di eseguire continui lavori, sia su quelle private, dovute al deprezzamento degli immobili.
Tagliamo la testa alle polemiche: se si ama veramente Savona, si attui un tavolo tecnico trasversale, in cui maggioranza ed opposizione possano rendersi veramente utili per risolvere non solo l'annoso problema degli odori, ma anche per effettuare uno studio di fattibilità che favorisca la nascita di iniziative produttive in zona, che possano fruire dell'acqua di depurazione (in settori quali l'itticoltura, l'irrigazione dei giardini e degli orti, il raffreddamento di turbine negli impianti industriali, la produzione di energia pulita, ecc. ) o del recupero e riutilizzo dei fanghi depurati. Non utilizzare integralmente l'acqua pulita derivante dai processi di depurazione, rappresenta infatti un vero e proprio spreco di un bene prezioso.”