Antonietta Potente è una suora domenicana, ma non bisogna immaginarsela nel chiuso di un convento, immersa tutto il giorno nella tranquillità della preghiera. Vive in Bolivia, insieme a una famiglia indigena, e ha sviluppato una riflessione teologica tra le più profonde e originali, che parte da un ripensamento totale della vita religiosa alla luce di una spiritualità ancorata al presente, capace di unire la mistica alla politica e all’impegno per la salvaguardia dell’ambiente.
In questo libro, accostando i temi dell’etica all’immagine familiare di una casa e delle sue stanze, l’autrice avvicina tutti, credenti e non, ai grandi quesiti che ci pone la contemporaneità.
“…Non è affatto vero che la privatizzazione dell’acqua ne garantisca una gestione efficiente e razionale. Dove si è privatizzato non c'è stato un miglioramento dei servizi o una riduzione dei prezzi.
Nella maggior parte dei casi, anzi, specie nei Paesi del Sud del mondo, i prezzi sono schizzati alle stelle e la qualità del servizio è rimasta quella di prima, come in Bolivia, in Argentina, in Honduras, nelle Filippine.
In Bolivia alcuni mesi prima il governo, sollecitato dalla Banca Mondiale, aveva deciso la privatizzazione dell'acqua affidandone la gestione ad un gruppo di multinazionali, prima gestita da cooperative che scavavano i pozzi e la distribuivano a prezzi popolari. Ad aggiudicarsi l'appalto per la distribuzione dell'acqua era stata la multinazionale Agua del Tunari (un consorzio in cui è presente anche l'italiana Edison).
La Bolivia è stata in stato d'assedio. La scintilla che ha fatto scoppiare la protesta è stata l'annuncio di un aumento del prezzo dell'acqua potabile del 400 per cento: la repressione, era stata durissima, e aveva provocato molti morti a Cochabamba e Achacachi.
La mobilitazione aveva coinvolto contadini, operai, studenti e docenti, comunità ecclesiali tutti riuniti nel "Coordinamento per la difesa dell'acqua e della vita".
Tra le persone che hanno dato voce a questo movimento c'era Antonietta Potente, una suora domenicana italiana, teologa, scrittrice, che ha scelto di vivere con una comunità di contadini boliviani.
Nella notte forze speciali della polizia di stato avevano fatto incursione nelle case di alcuni attivisti della lotta di resistenza per l'acqua. Era stata messa sotto controllo anche l’informazione.
Ma il popolo ha continuato a riempire le strade.
Alla fine dalla sede del Governo è arrivato l'annuncio tanto atteso: la multinazionale Agua del Tunari ha accettato la cancellazione del contratto.
Ma il popolo continuerà a restare nelle vie e nelle piazze, fino a quando non avrà la certezza che l'acqua tornerà ad essere della gente, delle comunità, e soprattutto della Terra. Una vera e propria lotta di popolo in difesa del diritto all'acqua…”
(brano tratto dal libro “H2Oro”)