La piattaforma ancora non c'è.
Da più di dieci anni che Maersk ed Autorità Potuale di Savona annunciano l'avvio dei lavori... eppure la Piattaforma container NON c'è...
A differenza della giunta di Vado Ligure, che non può aver dimenticato di essere stata scelta proprio per la questione Piattaforma.
Eppure, nell'Italia del sogno americano, mentre Monti attacca vergognosamente l'art 18 e i diritti dei lavoratori, Autorità Portuale apre uno sportello on-line invitando i disoccupati (soprattutto se residenti a Vado) ad inviare il proprio cv per poter lavorare sulla piattaforma (che non c'è).
E non c'è da stupirsi se un quotidiano locale sponsorizza a ruota con un articolo che annuncia la ricezione di 400 curricula, anche dagli stessi vadesi che hanno più volte espresso (ricordiamolo, anche con un referendum) la propria contrarietà al progetto.
Il lavoro è il ricatto migliore in un paese che non ne offre a sufficienza, ed alza l'età pensionabile levando di fatto ai giovani la possibilità di costruirsi un futuro.
Autorità Portuale quindi offre un lavoro (che non c'è) promettendo addirittura l'inserimento due anni prima per un training all'estero in realtà simili.
Ma Autorità Portuale si spinge oltre, e se da una parte offre lavoro, dall'altra quello che stupisce è la quantità offerta.
Non solo 90 tra dirigenti, quadri, coordinatori e impiegati, ma addirittura 950 posti tra Operatori gru di banchina e di piazzale, Operatori del bordo, Manutentori, area reefer, servizi vari.
"Un migliaio di posti di lavoro", come annunciava Canavese al tg Regionale qualche anno fa...
Indipendentemente dall'appetibilità dell'offerta per i precari, la domanda da porsi sarebbe un'altra: come può Autorità Portuale garantirne (o prometterne) così tanti?
In un documentario realizzato qualche anno fa sul tema Piattaforma, mentre la consigliera Franca Guelfi denunciava la perdita di posti di lavoro proprio nel mondo Maersk a causa della crisi del traffico container, Eraldo Mattarocci (allora FLMU Genova) spiegava come l'introduzione delle nuove tecnologie, oltre che la crisi del sistema lavoro a causa della "necessità di abbattere i costi pessere più competitivi", produrranno una limitazione dell'occupazione, perdipiù precaria e senza una reale sicurezza garantita.
Non solo, Mattarocci evidenziava che il numero di posti di lavoro dipende dal numero di gru impiegate per lo sbarco dei container, calcolando che per 4 gru, compresa la turnazione, sono sufficienti 40 lavoratori (in tutto) per lo "smaltimento" di circa 20mila tonnellate di merce, che si raddoppia se si raddoppiano il numero delle gru... Una somma facile, che se basata sul progetto di allora, non avrebbe mai potuto raggiungere il migliaio di unità.
Ora, il portale raccoglie solo i CV... e nel frattempo costruisce un improbabile alone di concretezza (che non c'è) ad una piattaforma (che non c'è).
Senza voler fare i disfattisti (perchè di lavoro c'è bisogno), aspettiamo che Autorità Portuale spieghi le modalità con cui garantirebbe tutta questa occupazione, anche se, come commentava proprio Mattarocci "arrivare a mille occupati... come si dice, tra il dire e il fare, sta volta c'è proprio di mezzo il mare".