Ancora un appuntamento con il teatro dialettale, sabato 18 febbraio, alle ore 21, al Jolly di Cengio. In scena questa volta "Marìjte e …peu grigna", un Collage in tre atti di Oscar Barile liberamente ispirati a Meilhac e Halévy, Eduardo De Filippo ed Achille Campanile, con gli attori e i tecnici della compagnia del Nostro Teatro di Sinio Regia di Oscar Barile
Un intero spettacolo dedicato alle gioie del matrimonio, un collage teatrale che guarda con ironia e con un sorriso a tre coppie che vivono da tempo (troppo?!?) sotto lo stesso tetto senza aver mai sospettato che il lento adagiarsi nel tran-tran quotidiano, poco per volta spegne anche il più grande amore sotto la cenere della noia, alla quale si cerca di sfuggire con squallidi sotterfugi, con improbabili trovate o con liti furibonde , anche quando basterebbero un pizzico di fantasia e un po’ di buon senso per ritrovare ciò che si crede ormai perduto. La vita di coppia è uno degli argomenti preferiti dagli autori teatrali perché da sempre ha offerto agganci e situazioni con cui poter scherzare, giocare e divertire.
Oscar Barile rende, in questo spettacolo, un omaggio alla “pochade” francese e a due grandi maestri come Eduardo De Filippo ed Achille Campanile, ispirandosi a tre atti unici che portano all’esasperazione tre diversi atteggiamenti legati alla vita coniugale; l’esasperazione della sottomissione al marito, che vuole la moglie sempre gentile ed accondiscendente tanto da non indietreggiare davanti a nulla, neppure ai rimedi più drastici, pur di vedere soddisfatto questo suo desiderio; l’esasperazione del tradimento, cercato e voluto a tutti i costi, fino a gettare la propria consorte tra le braccia di un altro, pur di poter raggiungere il proprio scopo; l’esasperazione del litigio, del contrasto, del diverbio anche sulle cose più futili ed insignificanti, tanto da paventare l’ombra di un imminente divorzio.
Il tutto visto con l’occhio disincantato di oggi, di un mondo che ha perso il dono di meravigliarsi, di stupirsi ed anche (perché no?) di scandalizzarsi, che crede di poter esorcizzare le proprie manie, i propri tic e le proprie paure con un atteggiamento disincantato e superiore, l’atteggiamento di chi ha già capito tutto, di chi sa sempre trovare il rimedio a tutto, prima ancora che la storia abbia inizio… ma anche le vecchie storie, a volte, hanno qualcosa da insegnarci, prima che, inesorabilmente cali il sipario.