"Non ci stanno proprio, i moralmente superiori della sinistra ingauna, a vestire i panni della banda Bassotti. Si sono offesi e addirittura, a stento salutano in giro per la città. Hanno perso il contatto con la realtà, i compagni rossi, figuriamoci se accettano di stare nel mondo di Walt Disney. Forse avrebbero preferito le sembianze di Paperoga o Ciccio di Nonna Papera. E invece no, i maggiorenti del PD ingauno prima consegnano alle Forze dell'Ordine una querela per diffamazione nei miei confronti, firmata da una decina di dirigenti della sezione di Partito, offesi per essere stati "caricati" in un fumetto oramai datato più di mezzo secolo fa. Poi però non riescono a resistere alla tentazione e ancora una volta rubano.
Sì, rubano l'idea di un manifesto di satira, non attingendo però a storielle, favole o barzellette, ma tirando in causa delle situazioni umane reali, cariche di sofferenza e il più delle volte discriminate e marginalizzate. Per attaccare gratuitamente gli amministratori di Albenga e definirli "bizzarri" per un episodio ai limiti della sfera privata, scomodano addirittura i "matti", fino ad etichettarli su un manifesto affisso in ogni dove in città, e discriminandoli fino al punto di tirare in ballo le gabbie. Quale altro triste spettacolo! Con l'apertura delle porte dei manicomi si era voluto dare una definizione della malattia psichica meno etichettante e alle persone che soffrono di queste malattie oggi fa molto male vedersi chiamati in causa leggendo questo "marchio" su un manifesto.
È più forte di loro, non ce la fanno a resistere: loro che mai hanno voluto rinunciare al ruolo dei primi della classe, che hanno lavorato in prima persona anche alla chiusura dei manicomi, che si presentano sempre come politicamente corretti e sensibili verso ogni tipo di diversità e di disagio, oggi arrivano a stigmatizzare la vicenda di una baruffa goliardica, scoprendo il vero nervo sofferente della loro cattiveria, la vera causa della loro invidia. Le varianti del piano regolatore, fino ad oggi approvate durante l'era Guarnieri, fanno uscire di testa i membri della sinistra ingauna, i veri "gran maestri" dell'edilizia, che per anni hanno fatto ad Albenga il bello e il cattivo tempo, fino a deturpare di cemento i possedimenti di chi per qualcheduno di loro rappresentava occasione di lavoro o vettore di consulenze professionali.
È a dir poco drammatico pensare che tutto ciò faccia agitare le solite trombe oramai stonate, il disco rotto di un partito che ha dimostrato di non sapere fare politica e che vive solo della strumentalizzazione di vicende private che riguardano la sfera individuale, al di fuori del Palazzo Civico, che in nulla alterano il mandato amministrativo di questa giunta. Rosy Guarnieri, nel suo ruolo di sindaco, non rinuncia ad essere una mamma che ha a cuore i suoi figli "adottivi", fino a perdonarne le bricconate, pur di andare incontro a tutti i cittadini e dare loro risposte concrete, indipendentemente dal colore politico di appartenenza.
Il Sindaco, che vale più di tutti loro messi insieme, non vuole abbandonare chi si impegna sempre e comunque per portare a casa dei risultati amministrativi importanti per la città, scivolando talvolta su qualche intemperanza. Se questo, per la sinistra, vuol dire essere "matti", allora sì: siamo matti. Per non fare la fine del protagonista del celebre aforisma di Marcel Proust, che "Cessando di essere pazzo, diventò stupido"."
Mica male il livello del dibatitto in terra ingauna.