ESPOSTO
Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova
Io sottoscritto PESCINO Andrea, coordinatore dell'associazione ORAS (Osservatorio Regionale Anomalie del Sistema) espongo quanto al seguito:
Nella giornata del 12 aprile 2012, alle ore 18, nel comune di RECCO, si è tenuta una tavola rotonda avente ad oggetto il costruendo depuratore consorziale del Golfo Paradiso.
I partecipanti erano l'assessore regionale Renata BRIANO, l'assessore provinciale Paolo PERFIGLI, oltre al sindaco di Recco, CAPURRO Dario, ed altri soggetti in rappresentanza di diversi enti locali.
Dopo l'introduzione del sindaco di Recco, prendevano la parola l'assessore BRIANO e successivamente l'assessore PERFIGLI.
I due rappresentanti di provincia e regione rimarcavano ancora una volta, così come fanno ormai da tempo in ogni assemblea pubblica, che la necessità pressante di costruire i depuratori (nello specifico quelli di Recco, Rapallo e Villanova d'Albenga) nasce dalle “IMMINENTI” (questo il vocabolo usato) sanzioni europee gravanti sui comuni che non si dotano di impianto di depurazione delle acque.
Al termine della esposizione dei due rappresentanti degli enti sovraordinati ai comuni, chiedevo la parola e invitavo l'assessore Briano a darmi conoscenza del documento rilasciato dalla UE all'interno del quale fosse rinvenibile la sanzionabilità dei comuni di Recco, Rapallo e Villanova d'Albenga.
I tre comuni suindicati erano da tempo richiamati dalla stampa e dalle televisioni locali poiché gravati dagli effetti di una norma recentemente introdotta dalla Regione Liguria che impediva ogni forma di attività edilizia qualora non si fosse concluso l'iter amministrativo che riguardava la depurazione.
L'assessore Briano, in evidente difficoltà, non era in grado di rispondere e ad una ulteriore contestazione sulle modalità di interpretazione del dettato europeo e quindi rispondeva testualmente e con irritazione : <<anche se non vi fossero le sanzioni io farei lo stesso i depuratori>>.
Ribadivo informandola che la UE indicava come traguardo da raggiungere a breve il riuso al 100% del depurato e quindi i depuratori dei tre comuni indicati sopra, ove si fosse completato l'iter autorizzativo e poi la costruzione, sarebbero stati “FUORI NORMA” e quindi, questa volta sì, sanzionabili.
Dicevo infine che la costruzione di queste tre strutture avrebbe rappresentato una evidente dilapidazione di danaro pubblico e avrebbe realizzato opere dannose per l'ambiente in totale contrasto con le indicazioni della UE.
Per quanto sopra sommariamente esposto ritengo sia necessario individuare le rilevanti responsabilità di BRIANO e PERFIGLI e di tutti i soggetti istituzionali che nel corso degli ultimi anni si sono espressi sull'argomento in pubbliche assemblee generando un allarme sociale totalmente infondato e trascurando di indicare quale fosse la finalità indicata dalla UE per il ciclo delle acque verso riuso 100%.
Il testo del presente esposto viene inoltrato alla Procura Regionale della Corte dei Conti per quanto attiene alle rilevanti spese fino ad ora documentate nella progettazione degli impianti “illegali” dei tre comuni citati; viene altresì inoltrato alla European Environment Agency per quanto si rileva in merito alla totale inosservanza del dettato di comportamento ambientale all'interno di un territorio di competenza della UE.