INDUSTRIA & COMMERCIO - 15 maggio 2012, 11:38

Moratoria al carbone negli USA

L’EPA (Environment Protection Agency) ha diffuso una proposta di regolamento che, di fatto, impedirebbe la costruzione di nuove centrali a carbone negli USA nei prossimi anni

L’EPA (Environment Protection Agency) ha diffuso una proposta di regolamento che, di fatto, impedirebbe la costruzione di nuove centrali a carbone negli USA nei prossimi anni.

La proposta prevede l’imposizione di un limite alle emissioni di CO2 che ogni nuova centrale potrà emettere.

Secondo l’EPA, le emissioni delle nuove centrali non dovrebbero superare quelle di una centrale a gas: per una centrale a carbone vorrebbe dire dimezzare di fatto le emissioni.

L’imposizione di uno standard così ambizioso avrebbe come primo effetto una sostanziale moratoria della costruzione di nuovi impianti a carbone e, in secondo luogo, la creazione di un percorso verso lo sviluppo di tecnologie che possano abbattere drasticamente le emissioni di gas serra provocate dalle centrali a carbone e, più in generale, dai combustibili fossili.

Una di queste tecnologie, la CCS (Carbon Caption and Storage), è ancora in fase sperimentale e non si è ancora in grado di prevedere con certezza quando potrà essere commercializzata a costi accessibili per le imprese (il WWF è fermamente contrario a che se ne faccia carico la collettività, perché questo si configurerebbe come un esborso didenaro pubblico a favore degli inquinatori).

“La proposta fatta dall’EPA è senz’altro molto ambiziosa e rappresenta senz’altro un notevole passo avanti” afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

“Notiamo con piacere che, dopo anni di latitanza dal tavolo dei negoziati internazionali sui cambiamenti climatici, finalmente gli USA si apprestano ad adottare strategie volte a salvaguardare il pianeta e la salute dei cittadini. Un quadro normativo del genere, se approvato, sarebbe senz’altro da replicale sia a livello europeo che italiano”.

Il nuovo standard proposto dall’EPA riguarderebbe solo le centrali di futura costruzione. Esso è ancora più ambizioso se si considera che negli USA ben il 42% dell’energia elettrica viene prodotta dal carbone e che le centrali elettriche rappresentano il maggior emettitore di carbonio.

Negli USA un largo movimento di cittadini si oppone alla costruzione di nuove centrali a carbone e a quelle esistenti, per l’impatto fortissimo sul clima e sulla salute umana.

L’eminente scienziato Jim Hansen, direttore del Goddard Institute della NASA, uno dei massimi climatologi mondiali, è stato più volte arrestato proprio mentre protestava contro le centrali e le miniere di carbone, nonché contro lo sfruttamento delle sabbie bituminose in Canada.

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