“Con le procedure per la revisione dell'Autorizzazione integrata ambientale si sta compiendo un'operazione gattopardesca. Si dice che si vuole cambiare, ma si prende tempo e si allontanano le decisioni.
L'Aia rilasciata il 4 agosto 2011 va revocata subito perché illegittima sotto profili sostanziali, a partire dalla mancata messa in sicurezza della falda”. Lo ha sottolineato a Taranto il presidente nazionale dei Verdi, che ha parlato insieme ad altri rappresentanti di associazioni ambientaliste della vicenda dell'Ilva.
“E' inammissibile - ha aggiunto Bonelli - che della commissione per il rilascio dell'Aia facciano parte soggetti intercettati dalla Procura nell'ambito di una inchiesta per presunte collusioni con l'azienda”. Il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, ha affermato da parte sua che “il trentaseiesimo sforamento dei valori limite di emissione di Pcb rilevato dall'Arpa ha decretato il fallimento della vecchia Aia.
Il pericolo per la salute dei tarantini e' in atto. Chiediamo all'Arpa che questi sforamenti siano attribuiti a una fonte, che va poi chiusa una volta individuata. I pericoli nascono sia dai parchi minerali che dai processi di combustione dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico. Dal 2010 al 2012, l'Aia non ha permesso alcun salto di qualità - ha concluso Marescotti - e si e' rivelata fallimentare”.