Mentre la protesta sul trattamento dei piccioni assume proporzioni digitalmente torrenziali il vero "pugno di ferro" adomgrato dal prode Comune anzichè sferrarlo contro i piccioni volatili andrebbe deviato verso gli altri “piccioni” - quelli bipedi - che dopo una brillantissima serie di “atti” pubblici hanno portato il Comune di Savona a dover cacciare sull’unghia 1,6 milioni di euro (tre miliardi di vecchie lire) agli eredi della famglia Gavotti per evitar peggiori batoste. A render buffa quanto tragica la vocenda è che a capo del comune c’è un ragioniere bocconiano che può “contare” su di un nutrito staff di “esperti”, che in cose come queste ci acchiappano, e si vede.
Per intanto speriamo di far cosa gradita pubblicando le planimetrie in dimensioni accettabili e scaricabili QUI e QUI, che già da sole raccontano di una storia tutta italiana, macchè italiana, savonese. Dove cho paga è sembre pantalone (raramente firmato)
Alle 15:44 pare emergere un semidato: qualcuno si sarebbe DIMENTICATO di presdisporre i decreti di esproprio...
Alle 16:20 il vicesindaco pro tempore Ditullio si piazza sulla porta per fumare e viene chiuso fuori da un attivista 5 stelle
La Commissione è in corso in queste ore. Alle 15:00 il dirigente Merialdo ha finito di illustrare la transazione precisando che "è conveniente" per il Comune evitare un risarcimento maggiore in giudizio.
etc etc etc