Eventi - 13 dicembre 2012, 14:34

Visitabile fino a domenica “Salviamo la memoria: le nostre radici”, mostra fotografica al Palace di Spotorno

foto di repertorio

Si conclude domenica 16 dicembre, con il consueto orario, dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 23, la rassegna fotografica “Salviamo la memoria: le nostre radici”, inaugurata alla sala Convegni del Palace di Spotorno, sabato 8 dicembre con un inaspettata affluenza di pubblico – la sala completamente gremita – affluenza che è continuata durante la settimana. Sul libro dei visitatori numerosissime espressioni di elogio incondizionato e l’invito a ripeterla il prossimo anno con nuovi motivi fotografici: oltre cento – segno tangibile di un vivo interesse – le tessere paganti di iscrizione al Circolo Culturale “Pontorno” che ha organizzato la Mostra.

Sabato, 15 dicembre, alle ore 15,30, con il coordinamento di Enzo Antonio Fazio,  presentazione su maxischermo del sito “www.spesturno.it” con la storia fotografica  dello sviluppo di Spotorno, da centro agricolo a località turistica di prim’ordine, dalla costruzione della ferrovia, al raddoppio della stessa con spostamento a monte, la riscoperta delle ville storiche e dei quartieri antichi del Monte e del Castello.

La presentazione del sito avverrà a cura di Maria Toso Rembado, spotornese doc emigrata per matrimonio a Pietra Ligure che non dimentica le proprie radici appartenendo, tra l’altro, ad una famiglia, quella dei Toso, molto presente nella storia di Spotorno del secolo scorso. Nell’ambito della presentazione, Carlo Centi, leggerà alcune pagine tratte dal libro di Ada Negri “Erba sul Sagrato” e dedicate alla Riviera ed alle donne di queste terre, mentre lo scrittore Bruno Marengo con la sua verve di scrittore intratterrà, l’uditorio sull’atmosfera, la voglia di fare degli anni 50 traendo spunto dai  i nostalgici richiami che suscita il film “La Spiaggia” girato interamente a Spotorno e Finale  negli anni 50. Sempre Maria Toso, a degna  conclusione,  interpreterà la lirica del poeta Camillo Sbarbaro “Spotorno, paesaggio dell’anima”, autentica ode a questa terra e che ogni spotornese ha fatto propria.

Enzo Antonio Fazio