In questi giorni, nonostante vengono prelevate le “marze” (tessere) da antichi meli della Vallebormida, piante di almeno 70/80 anni come nel caso di meli in località Acque di Mallare oppure meli di 30/40 anni a Camponuovo di Roccavignale o di Biestro.
Una vera corsa alla raccolta di varietà che amici offrono aderendo a questo straordinario progetto di difesa della biodiversità, che offre alle Antiche Mele della nostra valle una nuova opportunità di essere conosciute, apprezzate e ricercate per le loro qualità uniche di sapore e salubrità, nonché recuperare le varietà di mele che da secoli venivano coltivate nelle Valli del Bormida.
La difesa della biodiversità e la valorizzazione del territorio passano anche attraverso queste piccole ma concrete iniziative garantendo per i prossimi decenni la conservazione di un patrimonio unico.
Con la terza edizione si stima che saranno oltre 1000 le piantine di meli antichi messe a dimora in valle. Le varietà selezionate per il 2013 saranno probabilmente oltre 25, proprio in queste ore sono state fornite marze del Boccone del Prete mai bocun del preve. Una novità anche la mela “ciuchin” che ha come caratteristica (oltre a essere buonissimo) il fatto che quando è maturo i semi nella mela suonano come un campanello.
In giro per le “cascine e casolari” si trovano infatti ancora mele ben conservate che pur corrispondenti alla varietà specifica cambiano da albero a albero, e per questo le rispettive marze saranno identificate e registrate al momento dell’innesto che avverrà in tempo reale durante il Meladay dove sarà aggiornato il registro con i dati dei “donatori di marze” e i dati di chi ritira la piantina, o la semplice marza, ovvero i “melacustodi”. La scelta potrà avvenire o per conoscenza preventiva della varietà o scegliendola sull’album fotografico preparato con foto delle mele raccolte o sulle piante.
Le piantine e le marze saranno identificabili con il nome della varietà ( anche in dialetto grazie alla collaborazione del Prof. Luigi Vallebona).