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Al direttore | 23 aprile 2013, 08:25

Atti vandalici al cimitero di Calice: ci scrive una delle vittime

Lorenzo Ultra, consigliere Rialto: " Il sindaco ha preso le distanze da noi e dal fatto"

Immagine di repertorio

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Nelle scorse settimane il cimitero di Calice era stato oggetto di atti vandalici: sono state infatti violate alcune tombe. Tra queste quella dei famigliari di Lorenzo Ultra, consigliere di Rialto, che oggi ci scrive: " Scrivo questa lettera per il dovuto rispetto ed amore che ho verso i miei cari mancati e la mia famiglia che sono fermamente convinto non meritino assolutamente di essere colpiti dai fatti orrendi ormai tristemente noti. Comincio con lo scrivere alle persone folli che hanno commesso questi vigliacchi ed orripilanti atti di vandalismo. Un tale ingiustificabile comportamento non può essere tenuto da un uomo che a parere mio dovrebbe essere in grado di discutere qualsiasi problema anche animatamente portando avanti la sua idea, se la ritiene giusta, in modo onesto e con i tanti mezzi che le buone maniere e non ultima la Legge consente. Proseguo esternando la nostra indignazione per il comportamento insensibile delle autorità che dovrebbero per prime essere più vicine ai cittadini in questi momenti di sconforto e disorientamento. In particolare al primo cittadino Livio, mio amico, devo dire, mio malgrado pubblicamente, che sono rimasto perplesso; la stima per la sua intelligenza e cultura ha vacillato di fronte alla caduta di stile dovuta ai comportamenti e dichiarazioni a parere mio freddi, insensibili ed in certi casi umilianti".

Prosegue Ultra: "Condivido in pieno le sue dichiarazioni in difesa dell’immagine che il paese merita, e aggiungo la piena stima verso i nostri paesani che primi ed unici si sono precipitati immediatamente a portarci la loro piena solidarietà, amicizia e ferma condanna con fare amorevole. Al sindaco contesto invece le seguenti affermazioni: “i fatti sono avvenuti ad una tomba privata” quasi a volersi togliere ogni responsabilità, ma il cimitero è un luogo pubblico e come tale va protetto da ogni atto di vandalismo. “fatto isolato legato a questioni private che non possono e non devono essere generalizzate alla mia gente” questa frase ha fatto raggelare la mia famiglia perché sembra quasi giustificare gli atti avvenuti legandoli a chissà quali segreti o vendette, ma noi non abbiamo alcuna idea di quale possa essere la  causa che spinge questa mente folle ad agire in questo modo, perché siamo una famiglia “normale” con problematiche comuni a moltissime altre famiglie. Ci ha offeso soprattutto l’affermazione “mia gente”, l’abbiamo interpretata come una discriminazione della mia famiglia, come se non facesse parte della “sua gente” quasi a prendere le distanze da chi rovina il quieto vivere di Calice, ribaltando completamente le responsabilità dal colpevole alle vittime. Anche la chiusura del cimitero con mezzi adeguati solo dopo l’incontro avuto con me non depone certo a favore dell’amministrazione, in quanto a mio parere doveva essere una loro iniziativa per proteggere il decoro che il luogo esige.   Tutto ciò mi ha fatto riflettere, una persona come noi (io sono Consigliere a Rialto) che si è presa l’onere e l’onore di amministrare per conto dei nostri cittadini, dovrebbe essere guidata da principi solidali che condannano a priori tutti quegli atti incivili che non possono e non devono avere nessun tipo di giustificazione e da una sensibilità che dovrebbe portare ad una stretta vicinanza alle persone in difficoltà. Il nostro compito è quello di prendersi carico delle problematiche dei nostri compaesani e cercare di risolverle secondo le possibilità".  

Conclude il consigliere di Rialto :"Con questo concludo nella speranza che tale comportamento sia imputabile ad una superficiale valutazione dei fatti, portata magari dal poco tempo che tutti noi abbiamo a disposizione per i vari impegni che ci assillano, ma non dobbiamo mai dimenticare che, come insistentemente ripeto sempre ai miei figli, alla base di tutti i rapporti umani ci deve essere sempre il “rispetto per l’altro” che ci porta ad agire in modo corretto e sensibile".   

c.s.

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