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Politica | 23 aprile 2013, 12:03

E Di Tullio diventò renziano. Anzi, no

Prima invoca Renzi "premier subito", come Ciangherotti e Miceli. Poi precisa: "Giornalisti, non sono diventato renziano"

Livio Di Tullio, uno dei bersaniani che nelle ultime ore hanno deciso di appoggiare Renzi

Livio Di Tullio, uno dei bersaniani che nelle ultime ore hanno deciso di appoggiare Renzi

Dopo la sofferta rielezione di Napolitano, ora a tenere banco in politica è nuovamente la discussione sul prossimo Presidente del Consiglio. La girandola di nomi di questi giorni sta infervorando tutti gli schieramenti, e anche a livello locale i politici nostrani si danno battaglia su questo o quel candidato premier a suon di motivazioni.

La presa di posizione più sorprendente è senz'altro quella di Livio Di Tullio, PD, vice sindaco di Savona, e Eraldo Ciangherotti, PDL, assessore ad Albenga. Entrambi convergono su Matteo Renzi, il rottamatore del PD, accusato da alcuni di essere il deus ex machina dei franchi tiratori che hanno affossato i democratici, indicato da altri come la sola speranza di cambiamento e di leadership carismatica per il centrosinistra.

Ciangherotti, appartenente allo schieramento opposto dei "berluscones" più convinti, sorprende con il suo appoggio al "nemico": "Alla Presidenza del Consiglio, piuttosto di Giuliano Amato, allora preferisco Matteo Renzi. E' giovane, brillante, ambizioso, non ha guardato in faccia i suoi compagni di partito pur di portare avanti la sua idea di rinnovamento della sinistra. Se il governo deve essere una "porcellata" di forze politiche, almeno scegliamoci il male minore...".

Ciò che rende la proposta di Renzi da parte di Di Tullio inaspettata, invece, è la ben nota "militanza" nelle file dei bersaniani da parte dell'amministratore savonese, che nelle primarie si spese molto per l'ex segretario ora dimissionario. Solo tre giorni fa scrisse una accorata e sentita lettera di ringraziamento a Bersani, per "aver provato a tenere insieme un Partito che avesse idee e valori comuni in un tempo nel quale vincono i Partiti di proprietà esclusiva di singoli miliardari ". Oggi, però, è il tempo di guardare oltre: dunque Renzi. "Non è un'idea provocatoria - afferma Di Tullio sui social network - l'unico modo x non fare un governo con la PDL, era farlo o di minoranza o con il M5S. Direi (e mi girano...) che ormai è impossibile. Il PD dovrebbe non subire questa cosa e come dice Renzi rilanciare. C'è solo una persona che dice di non avere difficoltà al Governo con la PDL e che dice con chiarezza basta non solo con il M5S ma anche con SEL. Si chiama Matteo Renzi. Proponiamolo come Presidente del Consiglio SUBITO!".

Dunque Di Tullio è diventato improvvisamente renziano? Assolutamente no, precisa. "Avviso per i giornalisti: il fatto che proponga Renzi subito Presidente del Consiglio NON ripeto NON significa che io sia diventato RENZIANO", è il post di pochi secondi dopo. E tanti saluti allo scoop.

Un altro bersaniano "convertito" pare essere Nino Miceli. Anche lui ora appoggia Renzi: "CORAGGIO... CORAGGIO... L'unica arma con cui possiamo sconfiggere Berlusconi è il coraggio... Sfidiamolo... MATTEO RENZI PREMIER IMMEDIATAMENTE...", tuona il capogruppo regionale del PD ligure.

Forse non staranno diventando tutti renziani, ma di sicuro i liguri più dichiaratamente bersaniani stanno iniziando a sventolare, in maniera anche decisa, una nuova bandiera.

Andrea Chiovelli

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