Dopo aver fatto sentire la sua protesta a livello nazionale contro l’assurdo sistema di pagamenti che obbliga le imprese del settore alimentare a pagare i propri fornitori entro 30 giorni - ora la CNA di Savona organizza un convegno per le imprese alimentari martedì 14 maggio 2013 alle ore 18,00 presso la sala Magnano della Camera di Commercio di Savona nel corso del quale- a proposito delle problematiche relative all’art. 62 della L. 27/2012- verranno illustrati gli aggiornamenti e le proposte di CNA Alimentaristi alla presenza di Antonello Salis e Gabriele Rotini rispettivamente Presidente e Responsabile nazionale dell’Unione Alimentaristi. Emanata infatti per favorire le imprese tale legge ha finito invece per danneggiarle, imponendo di pagare i fornitori entro 30 giorni, mentre i pagamenti vengono ricevuti a 60 o 90 giorni. In Liguria il fenomeno interessa oltre 2.000 imprese.
A livello nazionale CNA ha chiesto l'abrogazione dell'articolo 62 del Decreto del 24 gennaio 2012, che - anziché regolare i tempi di pagamento nella filiera agro-alimentare - in realtà è diventato un concentrato di complicazioni interpretative e di adempimenti burocratici, chiedendo piuttosto che le transazioni commerciali nel settore alimentare siano regolamentate con le disposizioni della legge sui tempi di pagamento in vigore in Italia dal 1° gennaio 2013. A rendere la vicenda ancora più assurda vi è il fatto che un articolo di legge composto di soli 11 commi vede oggi ben tre versioni e che sull'art. 62 si registrano posizioni opposte: il Ministero dello Sviluppo Economico lo considera abrogato mentre per il Ministero dell'Agricoltura è tuttora in vigore, creando confusione ed incertezza nelle imprese che devono rispettarlo
Altri argomenti del convegno che interessano le imprese sono la delibera Giunta Regionale n° 793/2012 che detta le Linee Guida per la formazione degli alimentaristi; anche in questo caso Cna ha chiesto a tutte le autorità competenti un applicazione intelligente della norma in modo da evitare costosi appesantimenti all’attività delle aziende già così duramente colpite dalla straordinaria crisi economica che non risparmia la nostra provincia.