Attualità - 15 maggio 2013, 16:00

Albenga, scontri in comune sul divieto di balneazione alla foce del Centa

Rosy Guarnieri:" Se l' amministrazione comunale di Ghiglione avesse detto sì all'allacciamento di Albenga al depuratore, forse ora avremmo la bandiera blu"

Rosy Guarnieri

Ieri il comune di Albenga ha emanato un'ordinanza specifica che vietava la balneazione alla foce del fiume Centa a seguito delle analisi e controlli effettuati dall' Arpal. Oggi il consigliere comunale del PD Tullio Ghiglione ha attaccato pesantemente l' amministrazione Guarnieri, chiedendo di chi fosse la colpa dello stato attuale delle cose e denunciando le ripercussioni negative dell' ordinanza sul turismo balneare. 

Rosy Guarnieri replica però prontamente alle accuse: “Se Tullio Ghiglione pensa di fare ‘turismo balneare’ portando i turisti alla foce del fiume Centa, e se pensa che tutti i visitatori vengano ad Albenga per fare il bagno in quel tratto, a metà maggio, allora sì, ha proprio ragione: su questo punto l'Amministrazione Comunale davvero non ha capito nulla”.

Di fatto, le foci dei torrenti - e il fiume Centa è portatore di flussi di un ampio bacino idrico - sono punti a rischio e, per l'impossibilità di garantire i parametri previsti dalla normativa sulla qualità dell'acqua balneazione, di norma, le foci dei fiumi sono dichiarate non balneabili”, prosegue. “Nelle indicazioni dei punti di prelievo in mare, dovendo monitorare tutta la costa, vi è sempre un punto di prelievo più interessato dalla foce del fiume Centa. La normativa prevede infatti che dal punto di prelievo che ha dato esito sfavorevole si proceda a una mappatura per individuare il tratto interessato da tale fenomeno. Per tale motivo, a priori, il divieto di balneazione, dal primo esito, si estende al tratto punto-punto. In questo caso si tratta di 277 metri, compresa la foce, la quale misura circa 150 metri, da levante a ponente: si evince che il tratto interessato è davvero minimo”.

A illazioni, tuttavia, rispondo con illazioni. Perché tutto questo si poteva evitare, con un po' di lungimiranza. Se infatti l'Amministrazione Comunale di cui ha fatto parte il Consigliere Ghiglione, congiuntamente all'Amministrazione Provinciale di allora, nel periodo 2004-2007 non avesse vanificato gli sforzi precedenti, sconvolto e ribaltato il programma degli impianti di depurazione delle acque reflue, la Città di Albenga oggi sarebbe già allacciata al depuratore di Borghetto Santo Spirito, congiuntamente a Ceriale. Invece, per sete di potere, hanno voluto avviare un progetto inattuabile al punto che, a distanza di circa sei anni, il Presidente della Regione Claudio Burlando, con atto di Giunta Regionale, ha definito tale progetto "non sostenibile" e ha avviato uno studio di fattibilità per far confluire i reflui di Albenga ed entroterra...proprio a Borghetto Santo Spirito. La loro ‘capacità’ ci ha fatto così perdere sei preziosi anni di miglioramento della qualità dell'acqua di balneazione. Al punto che oggi, se non ci fossero stati loro con le loro scelte sbagliate, Albenga non solo sarebbe allacciata a Borghetto, come Ceriale, ma avrebbe potuto persino aspirare alla bandiera blu”, conclude il Sindaco di Albenga.

r.g.