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Attualità | 28 maggio 2013, 12:34

Che succede al Gheppio di Bergeggi?

Che succede al Gheppio di Bergeggi?

Se conoscesse la geografia delle aree protette regionali si sarebbe tranquillizzato mentre cadeva sulla spiaggia di Bergeggi (SV) dopo aver probabilmente urtato un’auto, sicuro che nel territorio della riserva naturale regionale omonima avrebbe avuto soccorso e cure dal gestore. E invece no, a soccorrere e curare un prezioso gheppio (un uccello rapace di medie dimensioni) sono stati, come al solito, soltanto i volontari della Protezione Animali savonese.

Il Comune di Bergeggi, gestore sia della riserva terrestre che dell’area marina protetta antistante, si rifiuta di soccorrere la fauna selvatica feritao in difficoltà; chiamata da turisti esasperati e da cittadini indignati, è quindi l’ENPA, associazione privata senza contributi statali che, per pietà ed amore verso gli animali bisognosi, a proprie spese soccorre a Bergeggi ogni anno una cinquantina di soggetti.

Eppure il Comune introita una tassa di 3 euro da ogni sub che si immerge attorno all’isola e riceve contributi dalla regione, che neppure riesce a spendere, al punto che ha dovuto restituirne una grossa parte! Tempo e soldi per iniziative sbagliate però ne spreca, come la recente partecipazione a Slowfood a Genova per proporre il pescaturismo attorno all’isola; una pratica antiecologica, perché il mare si sta spopolando ed è benequindi invogliare la gente a mangiare meno pesce locale invece disponsorizzarne il consumo!

Per tentare di ottenere che il Comune provveda ad allestire, come fanno altre aree protette, un servizio di soccorso e cura della fauna selvatica in difficoltà, comunale o in convenzione con l’ENPA (per l’associazione è indifferente), la stessa si è rivolta al Ministero dell’Ambiente dal quale attende una risposta; dopodiché sarà costretta a passare alle vie legali. Nel frattempo molti turisti sensibili, venuti a conoscenza del comportamento del Comune, hanno manifestato l’intenzione di andare a trascorrere le vacanze altrove, il che, di questi tempi e per un comune che vive di turismo non è una bella cosa. A dimostrazione dell’inerzia dell’amministrazione c’è poi il problema della consistente colonia di gabbiani che dall’isola sta popolando i tetti ed i balconi della costa, da Porto Vado a Spotorno, con qualche inconveniente che potrebbe essere attenuato con una campagna di raccolta ed eliminazione delle uova, proposta dall’ENPA già lo scorso anno; se pensate che il Comune abbia ancora risposto siete degli illusi.

cs

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