Un giovane airone, ferito ad un’ala dall’impatto con un cavo aereo, è stato soccorso dai volontari della Protezione Animali lungo il torrente Bormida tra Carcare e Cairo (SV); i veterinari dell’associazione stanno tentando di recuperare l’arto con una steccatura, per poterlo poi riabilitare e rimettere in libertà in zona.
Nei torrenti della Valle Bormda sono sempre più presenti, anche se non in aumento, aironi e cormorani che si cibano del pesce presente nei corsi d’acqua, compreso quello acquistato ed immesso dalla Provincia e dalle società pesca sportive per il ripopolamento: migliaia di esemplari di trote ed altri pesci, allevati in appositi stabilimenti e poi liberati per non far mancare prede ai pescatori il cui numero, come i cacciatori, diminuisce fortunatamente ogni anno.
I ripopolamenti sono assolutamente antiecologici perché inquinano o eliminano la preziosa idrofauna originaria; ma proprio per difenderli regioni e province, sempre attente alle richieste dei pescatori (e dei cacciatori) anche contro l’ambiente, hanno avviato uno studio del fenomeno, di dubbia validità e necessità scientifica, per poter poi proporre la deroga all’Unione Europea.
Sono già 600 gli animali selvatici feriti o in difficoltà raccolti quest’anno dai volontari dell’ENPA; un compito che la legge affida alla Provincia che, dal 31 dicembre scorso, non ha ancora sottoscritto con l’associazione la convenzione per finanziare, almeno in parte, questa importante attività a difesa della biodiversità, che i volontari continuano a portare avanti faticosamente e con i soli propri mezzi.