Oggi la consueta rubrica musicale di Savonanews ospita un artista veramente… “Fuori dal Comune”. E ne è talmente consapevole, che se lo dice anche da solo! “Fuori dal Comune”, infatti, è il titolo del recente album di Davide Geddo, in arte semplicemente Geddo, al quale ha da poco fatto seguito il nuovo disco, “Non sono mai stato qui”. Geddo invece è qui, con noi a Savonanews, e ci racconta come nasce questa sua attività di raffinato autore di canzoni intelligenti e, spesso, anche “pungenti”, con i loro testi arguti e accattivanti, ma ricche, sempre e comunque, di molteplici spunti di riflessione. Una persona molto profonda, Geddo, come vedrete anche dalle risposte alla nostra intervista.
1. Cominciamo parlando dalla discografia: due capitoli recenti, intitolati “Fuori dal Comune” e “Non sono mai stato qui”. Parlaci della genesi di questi due album, a cominciare da questi due titoli così atipici, che non possono non suscitare curiosità e interesse, e del percorso creativo che si snoda attraverso entrambi.
D.G.: “Fuori dal comune” identifica le coordinate di partenza della mia espressività e, per quanto io non sia vincolatamente autobiografico, traccia bene la mappa del mio sensibile incarnando la visceralità e la fisicità del mio modo di scrivere. “Non sono mai stato qui” non è un sequel ma un lavoro complementare che punta ad esprimere anche le mie ambizioni di storyteller, di osservatore, di appassionato di umanità. I due dischi unitariamente considerati completano la mia visione musicale ed autoriale.
2. Recentemente hai girato anche un video di una delle canzoni del nuovo album. Si tratta di un vero e proprio cortometraggio, con una storia ben precisa, di pregevole fattura. Racconta ai lettori di Savonanews il “making of…”.
D.G.: Grazie in particolare a Gabriele Puggelli (produzione), Davide Aicardi (idea e sceneggiatura) e a Gabriele Lupo (paziente regista) ma con la collaborazione davvero di tante meravigliose persone che meriterebbero tutte di esser citate abbiamo messo su la storia di “Angela e il cinema”. Tutti i miei pezzi hanno una forte connotazione filmica, mi piace che la gente se li possa immaginare ma questo pezzo era particolarmente adatto e ci siamo divertiti da matti. Ne è uscito fuori un video molto ironico che tratta la storia di questo mio alter ego in perenne lotta con gli impegni e le tappe obbligate della vita sociale.
3. Oggi la scena cantautorale nazionale sta vivendo di nuovo una fase di grande fermento creativo, con tanti nomi nuovi e tanti stili e contaminazioni differenti. Negli anni ’70 il cantautore veniva identificato tendenzialmente in una figura politicizzata, che spesso si esibiva da solo o sceglieva arrangiamenti scarni, e che privilegiava la poesia del testo rispetto alla musica. Nel tempo le cose sono cambiate e il cantautore è diventato sempre più “musicista a tutto tondo”. Secondo te chi è, oggi, la figura del cantautore?
D.G.: Vivo il rapporto con il cantautorato in maniera assolutamente rilassata. Non sento la responsabilità di dover portare avanti eredità ingombranti. Mi sento cantautore in quanto autore delle canzoni che canto e non in quanto appartenente a una scuola o a una discendenza. Con tutto il rispetto degli amati cantautori del passato troppe cose sono cambiate per riferirsi senza retorica al loro linguaggio. In particolare è cambiato il rapporto tra musica e società e le canzoni non cercano più di identificare masse ormai disgregate ma cercano di tirare fuori la profondità dell’individuo stimolando la riflessione con l’ironia, la passione o la scelta di un linguaggio.
4. Mentre parliamo ci troviamo in piena estate e questo vede moltiplicarsi in Riviera Ligure gli appuntamenti “di massa” come le discoteche all’aperto, le bands che offrono un repertorio ballabile (la classica disco ‘70/’80/’90), le tribute bands dei soliti nomi… Ma c’è ancora posto, in Riviera, ci sono gli spazi e le opportunità, per chi vuole proporre canzoni proprie, magari con un testo profondo che merita un ascolto attento in un ambiente idoneo?
D.G.: C’è qualcosa di più. Internet ha portato qualche miglioramento. Le cover band un tempo avevano anche un valore educativo, riportavano il successo dei Creedence piuttosto che degli Eagles, facevano conoscere musica di altri tempi. Ora con internet in due click ti ascolti tutta la discografia di chiunque e quindi le cover hanno perso un po’ slancio. Rimangono i tributi che saranno un concetto orribile ma piacciono molto alla gente e gliene va dato atto. In questa confusione a me sembra che gli spazi per chi fa musica propria, perlomeno in Riviera, siano in leggero e costante aumento. Speriamo bene.
5. Concludiamo con programmi, progetti e appuntamenti futuri.
D.G.: Scrivere, scrivere, scrivere. Non suonare a tutti i costi, accrescere in ogni modo l’interesse verso la musica nel nostro territorio che secondo me si presta moltissimo e magari nel 2015 fare un nuovo disco.
Ringraziamo di cuore Geddo per la cortesia e la disponibilità e cogliamo l’occasione per ricordare ai Lettori di Savonanews che potrete ascoltare un suo set acustico anche nel corso del festival “Piovono Stelle… sul Mulino”, organizzato dall’Associazione Culturale “Mulino degli Artisti” di Bardino Nuovo a Tovo S. Giacomo.