Al Direttore - 30 luglio 2013, 10:00

Savona, un nostro lettore lamenta un disservizio alla stazione ferroviaria

Immagine di repertorio

"Ieri pomeriggio, 29 luglio corrente, entro  nella stazione ferroviaria di Savona   alle 16,30 per fare due biglietti di andata e ritorno con destinazione Milano Centrale, dove mi devo recare per una visita medica specialistica. Agli sportelli ne vedo tre, di cui due operativi e quello delle informazioni senza operatore e con un cartello un pochino criptico “ sportello temporaneamente chiuso” , il che può voler dire tutto o niente soprattutto se si non specifica quando e soprattutto se riapre.

Chiedo alla signora che siede al primo sportello l’acquisto dei due biglietti per Milano, chiedendogli contestualmente se , cortesemente, mi può anche fornire gli orari dei treni. La signora, per tutta risposta, in modo spazientito e scortese, mi ribatte di andare a chiedere gli orari dei treni allo sportello. Così faccio, ma mi trovo l’enigmatico cartello “sportello temporaneamente chiuso”, attendo pazientemente una fantomatica riapertura, mentre nel retro una signora in divisa da operatrice conversa amabilmente con un addetto delle pulizie.

Il cartello con la scritta imperscrutabile  rimane sempre lì, stessa cosa per la signora nel retro che continua a dialogare con l’addetto delle pulizie che indossa una divisa gialla. Chiedo alla seconda operatrice se è a conoscenza dell’eventuale orario di apertura dello sportello delle informazioni, ma la gentile signora mi fa , bontà sua, un gesto vago con la mano, senza neppure guardarmi.

Spazientito me ne vado e faccio le seguenti considerazioni : le ferrovie dello stato, hanno perso un seppur piccolo introito, il mio; dovrò usare l’auto per raggiungere Milano anche se controvoglia; ho riscontrato da parte di queste operatrici una scarsissima professionalità e una ancora minore disponibilità verso un utente che ha sempre usato il treno per spostarsi; le operatrici erano dietro un vetro, immagino, con una climatizzazione piacevole, io invece ero nell’atrio, sudato e accaldato, forse ero io a dover essere poco gentile e poco disponibile e non loro. Mi è sembrato di essere quasi di disturbo, invece io volevo usufruire, a pagamento, di un servizio essenziale che rientra nei miei diritti e non ho avuto un trattamento corretto e professionale. Inoltre che senso ha concepire e mostrare cartelli che ingenerano confusione negli utenti ?"

Roberto Nicolick