Politica - 08 agosto 2013, 09:28

Savona, proposta degli OSTinati: "Chiudere il costoso bike sharing e acquistare 1000 stalli per bici"

Secondo la community il servizio di bike sharing è troppo caro: sarebbero stati spesi 30.000 euro per 40 bici. "Le comprino i cittadini, costano 25 euro ai mercatini dell'usato: il comune provveda però ai parcheggi, ora assenti"

Le biciclette del "bike sharing" savonese

Un'alternativa praticabile all'auto (specie in tempi di crisi) potrebbe essere usare la bicicletta come mezzo di trasporto, almeno nelle zone più pianeggianti della città di Savona. Il Comune, proprio a questo proposito, ha lanciato ormai da qualche anno il servizio di "bike sharing": 40 biciclette parcheggiate in punti strategici della città, a disposizione di chi si abbona al servizio.

Proprio questa iniziativa, però, è finita ora nel mirino degli OSTinati, che la bollano come "troppo costosa". Le 40 biciclette, raccontano, sarebbero costate circa 30.000 euro: peccato che, da quando il servizio è stato attivato, 15 di queste siano state rubate. portando virtualmente l'investimento all'importante cifra di 1200 euro per ogni bicicletta. Senza contare la manutenzione: sempre secondo dati forniti dalla Community, le spese nel 2012 supererebbero i 14.000 euro.

Meglio allora, dicono gli OSTinati, delle bici convenzionali: "Ormai ai mercatini dell'usato con soli 25 euro si possono acquistare dei cicli dignitosi, che hanno il grande vantaggio di scoraggiare i ladri per il loro basso valore o almeno riducono la rabbia dei derubati, vista la modica quantità del danno. Ma a Savona manca un numero adeguato di parcheggi bici e la loro dislocazione non segue un piano razionale".

Ecco allora l'idea: "Se il problema è dove reperire le risorse, la nostra proposta è semplice: sopprimiamo il bike sharing, costosissimo e pochissimo utilizzato, e destiniamo la cifra per acquistarne un gran numero e collocarli nei posti strategici". Secondo i dati della community, uno stallo costerebbe intorno ai 30 euro: ne consegue che, con l'investimento di 30.000 fatto per 40 biciclette, sarebbe possibile acquistare 1000 stalli.

In chiusura, non manca la polemica nei confronti di chi ha operato, a loro avviso, una scelta sbagliata. "Dall'analisi di alcune delibere ci siamo fatti un'idea di cosa costa il servizio. Più difficile è sapere cosa si ricava. Parrebbe che il bike sharing serva soprattutto per conquistare la bandiera blu (?). Non sapevamo che il diabolico dirigente dal cognome ittico (chiaro l'ironico riferimento a Luca Pesce, all'epoca con doppio ruolo in Comune e in ATA, ndr) avesse attivato anche delle segretissime piste ciclabili sottomarine".

Andrea Chiovelli