Curiosità - 23 settembre 2013, 16:30

Savona: domenica la FIVL savonese ha partecipato alla Giornata internazionale della Pace a Boves

Per il 70° anniversario dell’eccidio, il 30° della fondazione della “Scuola di pace” e il gemellaggio con Castello di Godeco

Immagini dell'evento

Domenica 22 settembre la Federazione italiana volontari della libertà (FIVL) di Savona, con una sua delegazione composta dal Vice presidente nazionale Lelio Speranza, dal Consigliere nazionale Gianfranco Cagnasso, dal Rappresentante per le Albissole Antonio Rossello, alfiere, e dalla Delegata alla Cultura Mina Bencardino, ha partecipato alle manifestazioni indette dal Comune di Boves (CN) per il 70° anniversario dell’eccidio, il 30° della fondazione della “Scuola di pace” e il gemellaggio con Castello di Godeco.

Boves, paesino a pochi chilometri da Cuneo, è tristemente famoso per aver dato il nome alla prima strage nazista in Italia. È qui che il 19 settembre 1943, con un banale pretesto, si verificò il primo atto di rappresaglia contro la popolazione civile inerme. Ne fu responsabile la 1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler", la quale colpì la città a partire dalle colline circostanti, incendiando  oltre 350 abitazioni e lasciando sul terreno decine di vittime fra la gente in fuga. Questo tragico avvenimento, secondo il parere di diversi storici, comportò la nascita del movimento resistenziale in Italia. Il sangue degli innocenti, però, non finì di scorrere: fra il 31 dicembre 1943 e il 3 gennaio 1944, si ebbe un secondo eccidio durante un rastrellamento per debellare le formazioni partigiane operanti in zona: il paese fu nuovamente bruciato, e nuovamente si ebbero decine di vittime tra civili e partigiani. La medaglia d'oro al valor civile fu, pertanto, attribuita a Boves nel 1961, con motivazione: «con eroico comportamento e stoico coraggio, per ben due volte, la rappresaglia crudele del nemico invasore, subendo la distruzione di numerose abitazioni e sacrificando la vita di molti suoi figli all'ideale patriottico».

Nel 1963, la località piemontese fu ulteriormente ricompensata con la medaglia d'oro al valor militare: perché «Martoriata dalla ferocia teutonica, la città di Boves, culla della Resistenza armata piemontese, il 19 settembre 1943, con il primo sacrificio di 45 cittadini trucidati e 350 case incendiate, aggiungeva una pagina di gloria alle glorie d'Italia». Ogni anno che passa aumentano consenso e partecipazione agli eventi che Boves dedica alla Resistenza e all’importanza di ricordare quei momenti di storia nazionale e trasmettere il ricordo alle generazioni future.  La manifestazione 2013, con la presenza delle massime autorità civili e militari, molti gonfaloni comunali, tra cui quelli delle città martiri  Boves, Marzabotto e Stazzema, nonché le rappresentanze di svariate associazioni locali,  fra le quali quelle degli Alpini e dei Partigiani, è iniziata alle ore 8.30, con il rinnovo del gemellaggio tra i giovani di Boves e Castello di Godego. Alle 9, è avvenuta la cerimonia di commemorazione con la deposizione delle corone d’alloro ai due sacrari, con tanto di onori da parte delle autorità e della cittadinanza intervenuta numerosa all’evento. Si è, quindi, proseguito con l’intervento del Sindaco, prof. Mario Giuliano e della VVN-BdA, Associazione dei perseguitati dal Nazifascismo - Unione Antifascisti di Ravensburg-Altasvevia (Germania).

E’ dunque sfilato il corteo accompagnato dalla Banda Musicale Cittadina "Silvio Pellico" – La Rumorosa.  Alle  10.30, si è tenuta la Santa Messa per la Riconciliazione e la Pace, concelebrata sul Sagrato Parrocchiale, da Don Bruno Mondino, parroco di Boves, Don Dionisio Salvadori, parroco di Castello di Godego e Père Jean Claude Casas, curé de Mauguio.  

Alle 12, è stato predisposto il Pranzo, a base di prodotti tipici, per delegazioni ospiti e partigiani presso la sede degli Alpini, in collaborazione con “Donne Impresa Coldiretti”.  Nel primo pomeriggio le delegazioni si sono recate in località Punt dei Sergent: ove sorge una  stele (opera di Nardo Dunchi, Carrara, 22 febbraio 1914 – Carrara, 7 maggio 2010, l'artista eroe. Scultore internazionale, partigiano, medaglia d'argento al valore civile.) in onore della medaglia d’oro Ignazio Vian, Tenente di complemento degli Alpini, la cui formazione diede avvio alla resistenza.  Nel marzo del 1944, i partigiani di Vian confluirono formazioni di Martini Mauri e l'ufficiale divenne comandante in seconda del 1° Gruppo Divisioni alpine degli "Autonomi". Recatosi a Torino in missione, il 19 aprile 1944, il comandante partigiano fu fermato dai nazifascisti. Non cedette sebbene più volte  torturato, perché rivelasse nomi e luoghi della Resistenza, ma. Nel timore di non riuscire ulteriormente a resistere, dopo settimane di sevizie, si svenò nel carcere. Fu curato, dopo tre mesi dall'arresto, non appena a malapena in grado di stare in piedi, i fu impiccato a un albero nel centro di Torino, con altri resistenti: Battista Bena, Felice Bricarello e Francesco Valentino. Alle 14, è partita da Cuneo Carovana della Pace per giungere a Boves.

c.s.