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Attualità | 09 maggio 2014, 11:30

Nel nome del vero blues!

I Faces of Blues, evoluzione dei precedenti e già molto noti Urban Blues, spaziano dai classici di Beatles e Rolling Stones alla potenza degli ZZ Top, per arrivare alle finezze di Joe Bonamassa e Tommy Emmanuel

Nel nome del vero blues!

Questa storia ha inizio nel 2010, con una band chiamata Urban Blues. Ovviamente, come si capisce dal nome, il sound di questa formazione è incentrato prevalentemente sul blues, affiancato però da divagazioni nel funky, nel soul e nel rock. Questa ineccepibile “macchina da musica” riesce a macinare oltre 200 concerti su e giù per tutta la Riviera Ligure finchè, dopo qualche rimaneggiamento di formazione, si separa in due tronconi, che potremmo definire come un nucleo imperiese e uno albenganese/alassino.

Dalla solida e collaudata amicizia dei componenti provenienti da Albenga e dintorni nascono così i nuovi Faces of Blues. Nel settembre del 2011 si ha l’innesto di due nomi veramente molto conosciuti nel mondo musicale ligure: si tratta del bassista Max Matis (che oggi suona anche con l’apprezzata cantautrice Chiara Ragnini) e di Davide Sciocchetti alla voce e alla chitarra (che ha fatto parte di diverse band locali, tra cui i Groove Machine). Con l’arrivo di Luca Parisi al basso e con l’uscita dei due nuovi componenti suddetti si arriva così alla attuale formazione dei Faces of Blues, che comprende Claudio Ferrandi, detto “Il Boss”, alle chitarre, voce e armonica, Cesare Arena, detto “Big Man”, alla batteria, Giuseppe Laudani, detto “Zè”, alle chitarre e voce e Luca Parisi, detto “Eta Beta”, al basso.

Ed è proprio con il batterista Cesare, che già faceva parte del nucleo fondatore dei precedenti Urban Blues, che ci incontriamo per questa intervista:

 

1.       Voi siete una blues-band, un genere che da sempre gode di un grande amore da parte del pubblico della nostra Riviera. Ma come è nato tutto?

 

In fondo tutto nasce spesso dalle jam-sessions. Dopo un anno di jam che si tenevano tutti i mercoledì presso il Circolo ARCI “Camalli” di Imperia, abbiamo capito che potevamo e dovevamo diventare qualcosa di più rispetto a un gruppetto di amici che si incontravano in un locale per suonare e che avevamo ormai la compattezza e l’affiatamento per trasformarci in una vera e propria band.

 

2.       Come è cambiato il percorso artistico della band, da Urban Blues a Faces of Blues?

 

La svolta è stata più “rocckettara”. Diciamo un po’ meno B. B. King rispetto agli esordi e più spazio a nomi come Gary Moore, Joe Bonamassa, persino con qualche strizzata d’occhio alle sonorità quasi hard degli ZZ Top e, soprattutto, senza trascurare i grandi nomi come Beatles, Rolling Stones, Eric Clapton…

 

3.       Ancora oggi la realtà blues è fortemente radicata nel nostro territorio?

 

Certo! Il blues è amatissimo in tutta la provincia di Savona, ma soprattutto su Imperia, e andando verso Ventimiglia, si trovano veramente tanti ottimi musicisti profondamente legati al mondo del blues. Hanno mediamente un’ottima preparazione e questo rende anche più facile la nascita di nuove bands, perché si raggiunge subito un buon affiatamento.

 

4.       Chi è oggi, il vostro pubblico-tipo?

 

Sicuramente è molto vasto, ma diciamo che in media va dai 30 ai 50 anni; mediamente si tratta di 35/40enni, e la maggior parte delle persone che ci ascolta si emoziona per i grandi classici, come i Beatles, mentre gli intenditori più sofisticati magari notano qualche “chicca” un po’ più di nicchia, come i brani di Tommy Emmanuel, o di Joe Bonamassa.

 

5.       Quali brani non potrebbero mancare mai nel vostro repertorio?

 

Uno dei nostri cavalli di battaglia particolarmente apprezzato dal pubblico è un brano di B.B. King che si intitola “The thrill is gone”, ma ovviamente grandi classici rollingstoniani, come “Satisfaction”, hanno  sempre successo. Però diciamo che tutta la scaletta ormai è solida e molto collaudata.

 

6.       La nostra zona sta attraversando un periodo difficile: la crisi, in questo settore, si sente?

 

In un certo senso si sente: diciamo che la musica tiene sempre duro, ma si tende molto a sfoltire le situazioni. Per fare un esempio, possiamo dire che gli anni scorsi con gli Urban Blues, poi Faces of Blues, avevamo una media di una cinquantina di date annue. Quest’anno al momento abbiamo sei date confermate mentre con il trio acustico in cui suono ho già 52 date prenotate. Si tende quindi a privilegiare formazioni più compatte e volumi più moderati, rispetto alla classica rock band, per tanti motivi, che possono essere di cachet, di volumi, di spazio…

 

7.       E concludiamo con i prossimi appuntamenti della band:

 

Un appuntamento decisamente prestigioso a cui teniamo molto è il 22 maggio da Capocaccia a Monte Carlo, un locale del Principato di Monaco nel quale suoniamo mediamente almeno una volta ogni sei mesi. Poi anche quest’estate dovrebbe esserci a Ceriale il raduno di Harley Davidson a cui partecipiamo da anni. Infine possiamo già anticipare due date molto importanti: il Ferragosto in Darsena a Savona e la Sagra di Bastia d’Albenga. Per le prossime date cercate anche i Faces of Blues su Facebook.

Alberto Sgarlato

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