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Politica | 09 maggio 2014, 09:58

Albenga: Giorgio Cangiano e il criminologo Stefano Padovano parlano di criminalità

Cangiano "“I dati forniti da Padovano confermano che l’ordine pubblico non si garantisce con la demagogia e le promesse sensazionalistiche ma la questione deve essere affrontata senza proclami, con serietà e programmazione, evitando di rincorrere nel quotidiano l’ emergenza”

Albenga: Giorgio Cangiano e il criminologo Stefano Padovano parlano di criminalità

Ieri alle ore 18.30 presso la sede della Onlus “Basta poco” in Via Piave 98, a Vadino si è svolto un incontro con il criminologo Stefano Padovano, docente di “Sicurezza urbana e tutela della comunità” e coordinatore dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana, che ha presentato una relazione su “Criminalità e governo della sicurezza ad Albenga”.
Giorgio Cangiano ha voluto innanzitutto puntare l’attenzione sulla sede scelta per l’incontro.

Vorrei evidenziare l’importanza di questa Onlus che si occupa di un tema molto importante, l’assistenza ai malati terminali e alle loro famiglie. Bisognerebbe far conoscere di più questa associazione, sia a chi ne ha bisogno, sia per chi vuole prestare il proprio supporto sia attraverso il volontariato che attraverso una offerta.”

La parola passa poi a Padovano che ha offerto a tutti i presenti un quadro molto chiaro su Albenga “La situazione non è drammatica, ci sono realtà, anche limitrofe, come Borghetto e Loano, che sono molto più preoccupanti. Voi qui non avete grosse problematiche, ma c’è il pericolo legato alla microcriminalità, ai furti in appartamento e a reati legati agli stupefacenti. Per risolverli serve una politica programmatica e sono convinto che Cangiano e il suo gruppo sarà in grado di portare avanti questo genere di discorso anche grazie alla personalità del candidato sindaco che non ha la presunzione e l’arroganza tipica di molti altri politici con i quali purtroppo mi sono dovuto rapportare. E posso dire già da ora che la regione è già pronta a stanziare 150 mila euro per la formazione degli operatori del settore nel 2015 se Albenga vorrà accettare, non come è successo tra il 2005 e il 2010 e quindi anche sotto l’amministrazione Guarnieri, quando non sono stati sfruttati gli stanziamenti annuali della Regione soprattutto per la formazione del personale. Non credo che l’amministrazione di centrodestra sia ancora credibile ad Albenga ”.

Sul punto Cangiano si dimostra in completo accordo ed afferma “I punti cardine per la nostra città sono proprio questi: fornire diritti a tutti i cittadini per portarli a renderli così più sensibili anche ai loro doveri. È anche importante dare una sensazione di sicurezza e legalità partendo proprio dalle piccole cose. È importante poi puntare molto sulle opportunità che ci fornisce la regione e che non sono state pienamente sfruttate in passato. Vogliamo formare in maniera adeguata i vigili di quartiere e fare in modo di poter offrire risposte alle segnalazioni che questi ci faranno. Solo così questo può essere uno strumento utile”.

Continua poi Padovano “E’ necessaria una forte rottura con quanto avvenuto in passato. Ad Albenga nel 2009-2010 l’amministrazione ha puntato tutto, campagna elettorale compresa su un punto : Criminalità = stranieri. Ma si sono verificati miglioramenti? Io analizzo i dati e quello che è emerso è, anzi, un aumento della criminalità. Sono state invece fatte ordinanze assurde come quelle relative all’anti assembramento, quella che voleva la chiusura dei locali in cui si vendeva kebab e quella che voleva togliere la residenza alle persone sorprese nel centro storico senza permesso di soggiorno, tutte ordinanze che il prefetto ha dovuto modificare naturalmente per esigenze legate all’opportunità, legalità e costituzionalità, invece il sindaco che era donna non ha fatto nulla su temi molto più importanti e sui quali avrebbe potuto puntare molto come ad esempio quello legato alla lotta contro la violenza sulle donne problema sommerso ma esistente anche ad Albenga”.

Conclude dunque Giorgio Cangiano “I dati forniti da Padovano confermano che l’ordine pubblico non si garantisce con la demagogia  e le promesse sensazionalistiche ma la questione deve essere affrontata senza proclami, con serietà e programmazione, evitando di rincorrere nel quotidiano l’ emergenza”.

M.C.

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