Anche Bombardier parteciperà alla fiaccolata “in nome del lavoro” il 23 maggio a Vado Ligure. La manifestazione, proposta dai lavoratori di Tirreno Power riuniti in assemblea lunedì, coinvolgerà infatti tutte le aziende e i lavoratori in crisi della realtà vadese e non solo. “Parteciperemo per tenere alta l’attenzione sui problemi del lavoro” afferma Andrea Pasa, segretario Fiom CGIL. Dopo Tirreno Power, anche Bombardier è in attesa della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, per aprire un tavolo con le categorie sindacali e le istituzioni locali a Roma.
“Abbiamo chiesto di velocizzare l’iter e di avere al più presto una posizione di Trenitalia dopo l’investimento di 2 miliardi per il settore regionale ferroviario, che dipenderà dalla nomina del nuovo amministratore delegato – continua il segretario CGIL - Se non ci sarà un investimento sostanzioso sullo stabilimento di Vado andremo incontro ad una vertenza drammatica per i lavoratori. Lo stabilimento è a rischio, c'è un carico di lavoro che garantisce la continuità fino a marzo prossimo, e il dopo è un interrogativo aperto”.
“Come per Piaggio così per Bombardier, la convocazione al Ministero e la discussione sul futuro di questi stabilimenti subiscono rinvii e continui ritardi, tenendo sulle spine centinaia di lavoratori e famiglie con l’intera l’economia del territorio – continua Pasa - La politica prende tempo, aspettano le elezioni europee per darci delle risposte? Non possiamo attendere ancora per molto, abbiamo bisogno di risposte e certezze per il futuro occupazionale”.