In calo il made in Liguria destinato al mercato cinese: secondo l’Ufficio
studi di Confartigianato su dati Istat e Unioncamere, il valore
dell’export del manifatturiero ligure (l’1,6% del totale) verso il Paese
dell’estremo Oriente passa dai 156 ai 145 milioni di euro tra 2012 e 2013,
registrando un calo del 6,8%, contro il +9,9% medio del Paese. Il mercato
cinese vale oltre 10 miliardi di euro e pesa per il 2,6% sul totale delle
esportazioni del made in Italy (circa 390 miliardi). A tenere sono tutte
le regioni con la maggiore incidenza sulle esportazioni italiane verso la
Cina: Lombardia (il 31% del totale) con +6,8%, Piemonte e Veneto (che
incidono entrambe per il 14,7%) che segnano, rispettivamente, +38% e
+6,8%. Bene anche Emilia Romagna (il 14,2% delle esportazioni totali), che
cresce del 2,9%, e Toscana, che pesa per l’8,5% e registra un aumento del
10,1%. In generale l’export del Nord Ovest verso il colosso cinese cresce
del 14,6%, il Nord Est del 4,6% e il Centro del 10%; 4% per il Sud.
"A pesare maggiormente sulla bilancia delle esportazioni liguri verso Pechino
– spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – è la
provincia di Genova, l’unica ad aver registrato un calo nell’ultimo anno.
Calo che di certo ha inciso pesantemente sull’andamento medio regionale:
l’export del capoluogo in Oriente, che vale lo 0,8% del totale italiano, è
diminuito del 43,9%, passando dai quasi 130 milioni di euro nel 2012 ai 73
milioni del 2013». A compensare, solo in parte, il pesante passivo, il
balzo in avanti delle altre province: Imperia passa dagli oltre 2,9
milioni di euro di manifatturiero esportato ai quasi 11 milioni del 2013
(+274%), mentre La Spezia, che nel 2012 esportava merci verso la Cina per
poco più di 9,4 milioni di euro, l’anno scorso ha chiuso con quasi 29,4
milioni di prodotti esportati (+212%). Bene anche Savona che, con +132,5%,
è passata in un anno dai 13,8 milioni agli oltre 32 milioni di euro di
export cinese.
Nel 2013 il primo settore del manifatturiero diretto in Cina è quello dei
macchinari e apparecchiature, con una quota del 38,2%, in lieve aumento
del 2,8% rispetto al 2012; in seconda posizione autoveicoli, rimorchi e
semirimorchi, che pesano per il 7,1% e in forte crescita, con un +67,3%
rispetto all'anno precedente. Gli articoli in pelle (escluso
abbigliamento), con una quota del 7,1%, crescono del 18,4%, mentre i
prodotti chimici, che valgono il 6,4% del totale, sono in aumento del
7,6%. Anche l’abbigliamento (che comprende pelli e pelliccia), che incide
per il 4,9% sull’export verso la Cina, segna una crescita del 19,1%.