Attualità - 11 settembre 2014, 13:25

Tirreno Power, “AIA o non AIA? Questo il problema”: convocata il 18 settembre la commissione tecnica, “A Roma si deciderà il futuro dell’azienda”

Domani mattina nella capitale incontro sulla mobilità, parteciperanno i rappresentanti nazionali delle segreterie sindacali e l’azienda. Tensione tra i lavoratori, il 28 settembre scade la cassa integrazione

L’attesa per definire l’accordo sulla concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure ha una data: è stata convocata ufficialmente a Roma per il 18 settembre la commissione tecnica sull’AIA. “Sarà un incontro decisivo, che a livello tecnico si pronuncerà sui limiti e la normativa relativa all’AIA – afferma Maurizio Perozzi, rsu Tirreno Power -  Auspichiamo che giovedì prossimo si riesca ad arrivare ad un punto concreto evitando di allungare i tempi, perché abbiamo bisogno di risposte”. Infatti strettamente collegata alla concessione dell’AIA dipende il futuro dei lavoratori diretti e dell’indotto per i quali la cassa integrazione è in scadenza il prossimo 28 settembre.

E sarà definito proprio domani mattina un incontro sulla mobilità al quale parteciperanno nella capitale i rappresentanti nazionali delle segreterie sindacali e l’azienda Tirreno Power. Si è conclusa infatti lo scorso 31 agosto la raccolta di adesioni alla mobilità volontaria che, su un totale di 111 unità dagli stabilimenti di Vado Ligure, Civitavecchia e Napoli, ha visto la più grande partecipazione da parte dei lavoratori dello stabilimento savonese che hanno superato la cinquantina.

Dopo l’incontro del 18 settembre è attesa la convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico. L’atteso incontro romano è previsto alla luce dell’impegno intrapreso dai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico lo scorso primo luglio in occasione del vertice interministeriale. Si tratterà di un “incontro politico” sulla vicenda Tirreno Power alla presenza del ministro dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico in cui saranno chiamati le istituzioni locali e i sindacati.

Debora Geido