Attualità - 18 ottobre 2014, 17:30

Per pulire i torrenti si passa dalla Provincia

Quando la burocrazia rende i tempi e gli adempimenti da porre in essere così lunghi da rischiare di arrivare oltre i tempi utili

L’emergenza a Genova è fortunatamente terminata, ma il timore che possa ripetersi nel corso della stagione autunnale e invernale anche nelle zone del ponente ligure è un pericolo attuale e concreto soprattutto guardando allo stato in cui versano molti rii ed alvei fluviali.

Per pulirli però, spesso i comuni si trovano a scontrarsi contro una burocrazia lenta e arzigogolata che prevede la necessità di ottenere l’autorizzazione da parte della Provincia che ha tempo 120 giorni per dare una risposta alla richiesta.

Naturalmente c’è la possibilità di intervenire anche in regime di emergenza, ma, forse, sarebbe opportuno poter intervenire in tempo prima che si registrino situazioni pericolose.

Il rischio? Quello che, se si dovesse verificare una esondazione, i sindaci che hanno richiesto l’autorizzazione alla pulizia non ottenendola rappresentino la mancanza da parte della Provincia in una sorta di scarico delle responsabilità.

Ma non è solo questo il problema, infatti, in molti casi, torrenti, fiumi e rii attraversano diversi comuni e diverse Provincie generando problematiche diverse, infatti, potrebbero generarsi situazioni particolari durante le quali sebbene si proceda a pulire un torrente a valle, magari non si fa altrettanto a monte (specie se a monte il torrente scorra in un altro comune e magari in un’altra Provincia) rendendo fondamentalmente inutile anche il primo intervento.

Diversi passaggi che come succede in vari ambiti rischia oggettivamente di rendere infruttuoso o addirittura irrealizzabile un intervento o, comunque, a rendere necessaria una serie infinita di adempimenti per poterlo realizzare il tutto con le tempistiche a cui, purtroppo, siamo così abituati in Italia.

Come precisato, l’alternativa qual è? Quella di intervenire in regime di emergenza? Solo in questo modo si può davvero realizzare qualcosa?

È sempre così difficile in Italia intervenire in maniera preventiva e snella? Si deve intervenire sempre a disastro avvenuto?

Quando ormai i danni sono fatti allora con una delibera urgente è possibile fare qualcosa e ottenere fondi per cercare di trovare parziale rimedio ai danni ormai realizzati?

Mara Cacace