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Cronaca | 06 febbraio 2015, 11:00

Aveva intestato gioielli, una Ferrari, conti correnti a dei "prestanome": concluse le indagini della Finanza su Michele Cetriolo

Il "Romano" negli anni '90 era stato al centro di indagini per il traffico internazionale di droga ed usura, legato anche al suicidio di un macellaio di Borgio, vittima degli strozzini: oggi gli è stato contestato il reato di "trasferimento fraudolento di valori"

Aveva intestato gioielli, una Ferrari, conti correnti a dei "prestanome": concluse le indagini della Finanza su Michele Cetriolo

 

Aveva intestato ad altri soggetti “prestanome” gioielli, immobili, autovetture di lusso, conti correnti ed immobili: la Guardia di Finanza di Albenga ha notificato a Michele Cetriolo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, dott. Giovanni Battista Ferro.

Questa volta l’uomo, soprannominato il Romano, dovrà rispondere del  reato di  “trasferimento fraudolento di valori” previsto dalle normative di contrasto alla criminalità organizzata (art. 12 quinquies del D.lgs. 306/92).

Le indagini della Guardia di Finanza di Albenga, coordinate dalla Procura di Savona, hanno preso di mira l’ingente patrimonio che Il Romano aveva intestato ad altri soggetti “prestanome”, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

Cetriolo fu coinvolto, in passato, in diverse inchieste nelle quali si è reso responsabile di gravi delitti. Negli anni ‘90 è stato implicato nell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia fiorentina denominata “Sorgente 2”, in quanto accusato di aver preso parte ad un’associazione per delinquere di stampo mafioso dedita soprattutto al traffico internazionale di droga. Recentemente, è stato coinvolto in un vasto giro di usura scoperto nel territorio ingauno: il suo nome emerse anche nel suicidio di un macellaio di Borgio Verezzi vittima degli “strozzini” che, prima di togliersi la vita, lo indicò tra i responsabili e scrisse il suo nome nel biglietto d’addio.

Proprio da questi ultimi fatti, che lo hanno visto condannato per delitto di usura e reso suscettibile dell’applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali, sono scaturite le complesse ed articolate indagini della Guardia di Finanza, che ha accertato come Michele Cetriolo abbia intestato fittiziamente ad altri soggetti beni di pregio quali gioielli, immobili, autovetture di lusso (tra cui una Ferrari), conti correnti, partecipazioni societarie e investimenti mobiliari, pur rimanendone di fatto il titolare e dominus.

Già nel mese di marzo dell’anno scorso, la Guardia di Finanza di Albenga unitamente agli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Genova aveva sottoposto a sequestro l’intero patrimonio riconducibile al Romano per un valore di circa 4 milioni di euro.

Il Romano, attualmente sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, dovrà adesso rispondere del reato di cui all’art. 12 quinquies del D.lgs. 206/92 (“trasferimento fraudolento di valori”) che prevede fino 6 anni di reclusione. Delle stesse accuse dovranno rispondere anche la mamma e l’ex convivente.

 

 

r.g.

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