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Albenganese | 06 febbraio 2015, 16:59

Albenga dice addio al forno crematorio, il sindaco Cangiano revoca la delibera:"Conseguenze pesanti sull'agricoltura"

"Non è ovviamente una scelta ideologica contro la cremazione che è una scelta personale e come tale va rispettata e sulla quale non siamo contrari"

Albenga dice addio al forno crematorio, il sindaco Cangiano revoca la delibera:"Conseguenze pesanti sull'agricoltura"

Il forno crematorio a Leca uno dei temi più spinosi sorto durante l'amministrazione Guarnieri e che molti affermano essere stato il motivo scatenante la caduta della stessa.

Dopo il secco no dei cittadini e le promesse effettuate in campagna elettorale circa la volontà di non portare avanti il progetto, arriva oggi la revocata della delibera, che sebbene non fosse una delibera attuativa, ad ogni modo non andava proprio giù ai cittadini ai comitati anti Forno Crematore in particolare.

Afferma il primo cittadino Giorgio Cangiano: “ Ci eravamo impegnati nel programma elettorale e in tutti gli incontri pubblici e con il Comitato che se eletti avremmo provveduto a revocare la delibera N.256 del 13/08/2013 . La maggioranza compatta ha deciso di rispettare questo impegno preso con i cittadini . La decisione  perché convinti della fondatezza degli argomenti portati avanti da coloro che si erano opposti  alla realizzazione di un  forno crematorio,  in un’area a forte vocazione agricola che ha sviluppato produzioni tipiche che hanno acquisito spazi di pregio sui mercati nazionali ed europei. Non è ovviamente una scelta ideologica contro la cremazione che è una scelta personale e come tale va rispettata e sulla quale non siamo contrari.  La costruzione  di un forno crematorio ad Albenga avrebbe infatti sicuramente creato pesanti conseguenze negative sul settore agricolo, già in grave difficoltà, che invece dobbiamo riuscire a rilanciare con la creazione di marchi d’area ed altre iniziative qualificanti. La scelta di realizzare un forno crematorio, in una zona che presenta un’assenza di siti inquinanti  e con potenzialità di sviluppo  del settore,  avrebbe invece comportato un impatto negativo sull’immagine del territorio.

Prosegue il Sindaco: “considerando  che il comune di Savona ha avviato un progetto di ampliamento dell’area adibita alla cremazione per andare incontro alla crescente richiesta dei cittadini , vengono meno anche  le  motivazioni e la  necessità di erogazione del servizio da parte del comune di Albenga essendo già erogato a livello comprensoriale.

Soddisfazione anche dal Vice Presidente del Comitato Territoriale, Avv. Alessandro Chirivì, commenta la notizia dell'annullamento della delibera relativa al progetto di costruzione, ormai tramontato, di un forno crematorio ad Albenga: "A nome del Comitato Territoriale per la salvaguardia del territorio e la tutela della popolazione e delle attività produttive, esprimo enorme soddisfazione per una battaglia vinta dalla cittadinanza di Albenga, battaglia iniziata quando ero consigliere comunale e che ha visto la raccolta di oltre 2500 firme di residenti e la mobilitazione di tutti i comitati di zona e di frazione, ma anche di semplici cittadini, che si sono uniti per opporsi ad un progetto dannoso per la salute e l'economia, prevalentemente agricola, della piana".

Prosegue Chirivì, "La decisione del Comune di Albenga di annullare la delibera della Giunta Comunale numero 256 del 13 agosto 2013, accogliendo le argomentazioni da sempre sostenute dal Comitato in difesa della salute pubblica e dell'economia ingauna, dimostra come le battaglie civiche e la partecipazione consapevole dei cittadini possano incidere positivamente nella vita pubblica. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno portato il loro contributo, nelle assemblee, nei banchetti o anche solo sottoscrivendo la petizione, per raggiungere questo importante risultato".

 

r.g.

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