Savona - 02 marzo 2015, 17:00

Savona aspetta un belvedere

Una terrazza belvedere che guarda il porto sarebbe il minimo che merita Savona. Dopo anni di accanimenti urbanistici che hanno trasformato la città in un ingorgo a tonalità di grigio, basterebbe un tocco di colore a ridonarle un po' di respiro: è l'idea degli Ostinati, il gruppo che (fra le altre proposte e idee) ha realizzato un progettino per riqualificare l'area tra il distributore della Torretta e la chiesetta di Santa Lucia.

Una pavimentazione sinuosa in stile passeggiata di Rio, verde, lampioni, toni di abbellimento. Praticamente una ventata di benessere civile in un luogo simbolico, biglietto da visita per l'ingresso dall'Aurelia, che adesso è relegato ad un look anonimissimo.

Gli Ostinati avevano presentato il progetto proprio durante la festa di Santa Lucia, a fine anno; ora che hanno raccolto una dote di firme per una petizione, hanno presentato il fascicolo al sindaco Berruti. Mille sottoscrizioni, con elaborato e rendering, portate all'attenzione del Comune dal consigliere Aschiero.

La valutazione spetta all'amministrazione. Il piano urbanistico già prevede per quell'area una destinazione d'uso a servizi, senza la stazione di rifornimento. Se la proposta degli Ostinati fosse presa seriamente, sparirebbe l'attuale copertura dell'ex Capitaneria e spunterebbe una terrazza dotata di verde pubblico con vista su terminal, navi e Torretta. C'è anche l'ipotesi di far passare i crocieristi dalla Darsena sino a via Santa Lucia attraverso un sottopassaggio già esistente, che sbuca proprio nella zona interessata dal piano di recupero.  

L'opera cambierebbe il volto ad un pezzo di città. Gli importi non sarebbero esorbitanti. Basta pensare che al centro del contenzioso che sta paralizzando i lavori dell'Aurelia bis ci sono ben 3 milioni di euro sborsati soltanto per smaltire il materiale di scavo della talpa. Operazioni selettive e mirate, senza pretese di mastodontico, avrebbero tempi snelli e risultati schietti, restituendo al centro di Savona la dignità annegata nel grigiore. Senza rinunciare alle opere grandi, ma cominciando dalle più abbordabili. 

Felix Lammardo