Savona - 02 marzo 2015, 14:00

Savona "Pensare l'impensabile" convegno sugli abusi

Teatro Don Bosco di Savona venerdì 6, 13 e 20 marzo alle ore 21

E’ il titolo di tre incontri sul fenomeno dell’abuso sui minori che si terranno  al Teatro Don Bosco di Savona venerdì 6, 13 e 20 marzo alle ore 21. L’iniziativa ha preso spunto dal forte impatto umano, dalla sofferenza  che i crimini sui minori hanno provocato  anche nella nostra diocesi. Ferite ancora aperte che hanno lasciato un segno profondo su chi ha subito violenze traumatizzanti.  Un gruppo di persone, di varia estrazione e variamente toccate dal problema,  si sono impegnate sia per avviare una lettura di ciò che è accaduto sia per progettare e proporre un percorso di sensibilizzazione e di approfondimento. La prima esigenza emersa è stata quella della formazione, con il coinvolgimento del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia) e, nello specifico, del centro TIAMA di Milano, collegato al Cismai. Il gruppo ha partecipato a  diversi convegni ed ha contributo a una rilettura del fenomeno all’interno del Consiglio Pastorale Diocesano, segno quest’ultimo della presa in carico ufficiale della diocesi del problema degli abusi sull’infanzia e l’adolescenza.  Successivamente sono stati organizzati incontri di formazione rivolti sia al clero sia agli educatori. La necessità di raggiungere direttamente le realtà parrocchiali, associative e le famiglie con figli ha portato all’organizzazione dei tre incontri dal taglio più “generalista” che da addetti ai lavori. Il primo (venerdì 6 marzo), a carattere introduttivo, sarà dedicato alla comprensione e alla definizione del problema. Il secondo (venerdì 13 marzo) verterà sulla fenomenologia e il riconoscimento degli abusi, con particolare attenzione alla prevenzione e alle corrette reazioni da parte di chi percepisce situazioni di rischio. Saranno presentate anche le realtà di riferimento sul territorio e un’analisi dei costi sociali. Il terzo appuntamento (venerdì 20 marzo) sarà incentrato sugli aspetti culturali e sociali della pedofilia e dell’abuso. E’ previsto il contributo della psicologa Rosita Bormida. L’obbiettivo delle tre serate non è quello di formare degli esperti, ma sensibilizzare e dare gli strumenti più appropriati per un’attenzione lucida al problema, della consapevolezza della gravità dei danni derivanti dalle diverse forme di maltrattamento all’infanzia. E’ quindi fondamentale   progettare un’educazione che porti (o riporti) al centro il bambino. Nella nostra realtà si parte da un’esperienza forte di sofferenza per giungere a un percorso positivo e determinato.  Il gruppo che ha organizzato l’iniziativa non è composto da esperti, anche se all’interno è presente chi lavora da anni con i servizi sociali. La dettagliata documentazione  a supporto degli incontri è stata elaborata in collaborazione e con la supervisione di un team di professionisti del Centro Tiama, specializzato nella prevenzione e trattamento delle violenze contro i minori.  

 

 

 

“Pensare l’impensabile” 

 

 

“Pensare l’impensabile”  a questo intento di sensibilizzazione mirano gli incontri dal titolo “Appunti per riflettere  in tema di abuso sessuale”, organizzati dalla Diocesi di Savona- Noli, coadiuvata da  un gruppo di volontari.

“L’idea di questo approfondimento è nata, dopo l’emergere sulle pagine  dei quotidiani, dei  gravi episodi di abuso, che negli ultimi anni hanno sconvolto la nostra società- esordisce Antonella Migliardi assistente sociale, che fa parte del gruppo di volontari ideatori  di questo  progetto unitamente al vicario don  Antonio Ferri- Inizialmente, siamo rimasti turbati da queste notizie risalenti addirittura a quarant’anni fa, ed appena si è presentata l’occasione, abbiamo partecipato ai percorsi, rivolti ad educatori ed insegnanti, che la Diocesi aveva organizzato su questo tema. Si trattava di incontri tenuti da relatori professionisti e con la collaborazione del Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia), ma indirizzati  agli addetti ai lavori.

I prossimi meeting, che si svolgeranno ogni venerdì di marzo in diverse parrocchie, desiderano ampliare il raggio degli utenti,  al fine di creare una coscienza collettiva,  su questo fenomeno  oggigiorno così largamente diffuso;-precisa-  perché non dobbiamo far finta di non vedere, ma anzi  “accendere le antenne” e prestare una  maggiore attenzione, per rilevare quei  possibili casi di abuso, e, poter  assistere le piccole vittime.”

 

Antonella ci spiega, citando la neuro psichiatra infantile Marinella Malacrea, che occorre “aprire un file”, “ mettere e metterci un pensiero nella testa”, rendersi conto che queste azioni purtroppo accadono,  i minori  subiscono maltrattamenti di ogni tipo, in questa società che li adultizza privandoli della loro infanzia ed innocenza.

“Tutti noi abbiamo il dovere di aiutarli, osservando le situazioni quotidiane, ascoltando i piccoli- riprende-  il trauma, logicamente traumatizza la vittima , e, il primo effetto su colui che ne viene a conoscenza, è quello di non voler vedere, di negare un fatto tanto grave, perché ritenuto impossibile, ma accade. Occorre partire proprio da qui, mettere in gioco la nostra esperienza per affermare, che se ne può, anzi se ne deve parlare, al fine di aumentare la conoscenza su tali episodi; non bisogna relegare il discorso solo agli esperti, che comunque vanno sempre individuati ed interpellati,  noi non vogliamo sostituirci ad essi, ma non dobbiamo neppure sempre delegare.”

 

Gli incontri quindi, serviranno per ragionare su questo, stimolare le persone a scrutare questa “zona grigia”, così la definisce Antonella, all’interno della quale si rischia che certi comportamenti abusanti diventino normali, per evitare ciò, occorrono adulti consapevoli, che sappiano e siano in grado di tutelare il minore.

“Proteggere il bambino non solo dal pedofilo esterno, ma da quello che vive nell’ambito della  famiglia, della scuola, della società. –continua-  e questi appuntamenti sono finalizzati a riflettere e fornire le conoscenze adatte per poter individuare i segnali di questi tristi accadimenti.”

 

I temi trattati nelle serate di marzo, saranno in linea di massima i seguenti: descrizione del fenomeno, come parlare ad un bambino, come ascoltarlo,  quali esperti contattare, quali canali utilizzare, i danni causati,  come aumentare la capacità di difesa del piccolo, quali strumenti fornirgli.

“L’ultimo incontrò vedrà come relatrice la psicologa e psicoterapeuta infantile Rosita Bormida, che spiegherà, cosa vuol dire essere bambino nel terzo millennio.  La società di oggi, non presta attenzione ai minori facendoli crescere prima del tempo, ne sono un esempio alcune trasmissioni televisive e i social network.- conclude- Cerchiamo di  stimolare la rete dei servizi territoriali, facendo capire ai nostri interlocutori  che bisogna, quando necessario, rivolgersi alle forze dell’ordine  senza imbarazzo, questo per  combattere l’isolamento nel quale finiscono le vittime degli abusi, ma principalmente bisogna ascoltarli, aiutarli ad esprimersi e a difendersi, a riconoscersi come unici ed intoccabili.”

 

 

Dal  “Letimbro”

di Sonia Pedalino.

 

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