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Savona | 18 marzo 2015, 17:00

Uffici turistici spappolati: l'autogol del finto risparmio

Uffici turistici spappolati: l'autogol del finto risparmio

Nel caos beffardo dell'abolizione delle Province (tema su cui si può essere d'accordo o meno), il sistema dell'accoglienza turistica in provincia di Savona ne esce a dir poco mortificato. Era già barcollante sotto i tagli delle leggi di stabilità, ma dopo la riforma "in atto" si ritrova con le ossa rotte.   

Negli anni recenti i punti d'informazione al turismo, nella riviera di ponente, si sono spappolati. I primi a subire riduzioni d'orario e discontinuità sono stati quelli gestiti dalle cooperative, non direttamente da Palazzo Nervi. Praticamente ha retto un po' Savona, grazie agli arrivi legati al Palacrociere. Altri - si pensi soltanto a Laigueglia e Noli - sono destinati a capitolare. Infatti, sulla porta dello IAT di Noli il cartello è già eloquente: "Il servizio è attualmente sospeso in attesa del riordino regionale delle funzioni di promozione turistica in corso di definizione. L'attuale indisponibilità di fondi impone la chiusura temporanea di questo ufficio". 

Nel Savonese gli uffici turistici con personale fisso si contano sulle dita di una mano. Eppure, per il suo piano triennale del turismo, la Regione di fondi sinora ne ha stanziati. In passato, le aziende di soggiorno, ovvero di promozione turistica, hanno fatto la gloria dell'accoglienza nostrana. Anzi, rispetto all'attualità della globalizzazione internettiana (che la Liguria non sfrutta adeguatamente), erano all'avanguardia. Allora c'erano i finanziamenti, certamente. Oggi non ci sono più?

Si vuole davvero abbattere il poltronificio delle Province per risparmiare? In realtà con il disegno Delrio si cacciano dalla porta circa 1700 consiglieri provinciali per far rientrare dalla finestra (si veda il testo sulla futura composizione consiliare dei Comuni) 26 mila consiglieri e 5 mila nuovi assessori. 

Al di là delle decisioni politiche, sulle quali il tempo darà delucidazioni, già ora si vedono gli effetti sulla rete dell'accoglienza in una regione, quella ligure, dove il comparto turistico registra più di 14 milioni di presenze turistiche annue, per 3.900.000 arrivi all'anno, e genera un fatturato complessivo di circa 5.500 milioni di euro. 

Anche nell'epoca dell'informazione digitale e della cosiddetta realtà aumentata, sono necessari posti dove il turista possa instaurare una relazione fisica diretta con l'interlocutore locale. Anziché frammentarli, la governance pubblica dovrebbe coordinare gli uffici IAT, uniformandone le logiche comunicative e migliorando la promo-commercializzazione dell'offerta di soggiorno e dei club di prodotto (family, bike, open air, ecc.). Non è immaginabile che da Varazze ad Andora continui ancora questa desertificazione della comunicazione turistica. 

Felix Lammardo

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