Un turista svizzero in escandescenza che minaccia passanti e devasta auto in sosta, che si scaglia contro un vicesindaco, che si barrica nel proprio furgone per non essere stanato dai carabinieri, salvo poi uscire inseguendo un'auto con un cric... La scena da film da fratelli Coen, assolutamente rocambolesca, è l'episodio accaduto qualche notte fa a Zuccarello.
Il sindaco Mai ha messo in guardia i concittadini: "Attenzione al tizio". Perché l'uomo, pur fermato dalle forze dell'ordine che (dopo la via della conciliazione) lo hanno catapultato fuori dal suo abitacolo dove era tornato ad asserragliarsi, è stato rilasciato qualche ora dopo ed è riapparso nella zona del paesino. E' stato visto, il mattino seguente al raptus vandalico, mentre si fumava una sigaretta su una panchina del borgo. L'immagine dello sberleffo.
Antitesi della pacatezza elvetica e rappresentante della categoria universale degli aggressivi, il soggetto gode i frutti della neutralità tutta italiana. Quella della giustizia iper-garantista che finisce per non garantire gli onestuomini da prevedibili cattiverie pazzoidi.
Lo sconforto verso il sistema della giustizia nostrana, così orfana (oggi) di giuristi che la rimettano in carreggiata, se non di politici disposti a farlo, è diffuso e palpabile fra i cittadini. Ma anche fra gli amministratori. Il primo cittadino di Zuccarello esprime l'amarezza: "Non possiamo più definirci ‘tutelati’ da questo Stato".
Il gioco dei poteri, studiato per calibrare gli eccessi, finisce per legare le mani a questa e a quell'altra autorità. Ne beneficiano i furbetti. Ne fanno le spese tutti, compresi gli amministratori che, chiamati ad essere a loro volta responsabili dell'ordine pubblico, si rendono conto di essere lasciati senza strumenti per tamponare i comportamenti antisociali dei delinquenti.