“Gli extracomunitari clandestini senza biglietto non hanno diritto a usare i treni. Quello è un diritto riservato ai cittadini che pagano le tasse e il tagliando di viaggio”. Francesco Bruzzone, candidato capolista della Lega Nord in tutta la provincia di Savona, commenta duramente la notizia dell’aggressione al capotreno. Come raccontato da Savonanews il dipendente delle Ferrovie dello Stato è stato preso a pugni da uno straniero, probabilmente un nordafricano, mercoledì sera mentre stava prestando servizio sul Thellò.
“Esprimo solidarietà nei confronti di questo capotreno, prosegue il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio Regionale della Liguria, che mentre faceva il suo mestiere è stato vittima di uno dei tanti incivili extracomunitari che vengono da noi pretendono di comandare e, pur di non rispettare le regole, usano anche la violenza”. Combattere l’arrivo di clandestini sul territorio è da sempre una delle più importanti battaglie della Lega Nord.
“È risaputo, prosegue Bruzzone, che buona parte degli extracomunitari che viaggiano sui mezzi pubblici, dunque anche sui treni, non paghino il biglietto. Avendo la Regione Liguria una competenza anche sul trasporto ferroviario, assumo un impegno. Appena inizieranno i lavori regionali subito dopo le elezioni, proporrò di istituire un servizio per controllare queste persone prima che salgano sui treni”. La proposta del capogruppo della Lega Nord, come già avanzato ieri dal capotreno vittima di aggressione, è quella di un affiancamento della polizia ferroviaria sui treni, eventualmente rinforzata, con aumenti di personale a bordo e di dotazioni.
“Gli extracomunitari clandestini senza biglietto, sottolinea il candidato consigliere della Lega, non hanno diritto a usare i treni. Se sono clandestini e non pagano il biglietto, non devono e non possono salire sul treno. Quello è un diritto riservato ai cittadini che pagano le tasse e pagano il biglietto. Gli altri non hanno questo diritto”.
“E i soggetti che hanno atteggiamenti come quel tipo lì, come unico diritto, hanno quello di invertire la rotta e ritornare al loro paese, magari con qualcuno che, prima, gli restituisce almeno un calcio nel culo”, conclude in maniera forte Bruzzone.