Attualità - 14 luglio 2015, 16:30

Beni confiscati alle Mafie, Liguria Libera:“Tutti si assumano le proprie responsabilità per sottrarli al degrado e all'abbandono”

"Attivare intorno a questi beni una filiera positiva, partendo dai comuni più piccoli fino allo stesso ente regionale, è indubbiamente un'urgenza, per assicurarne l'utilità sociale e pubblica, attraverso un riutilizzo effettivo e orientato ai bisogni della collettività".

"Con le notizie degli ultimi sequestri di beni confiscati la Liguria si conferma terra di mafie e di beni confiscati alle mafie. Il lungo elenco dei beni e dei valori sequestrati si infittisce quotidianamente, anche grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine. A Levante, desta attenzione e inquietudine la notizia di un nuovo sequestro di beni - per oltre venti milioni di euro - proposto e ottenuto dalla Direzione Investigativa Antimafia ai danni di tre soggetti, tutti già indagati e sottoposti a misura cautelare, considerati prossimi alle ramificazioni locali della 'ndrangheta: in particolare, al clan Romeo tradizionalmente radicato alla Spezia e in Valdimagra" cosi commenta l'associazione Liguria Libera. 

"Ancora maggiore preoccupazione nasce da un recente episodio che a Loano ha interessato uno dei beni confiscati ad Antonio Fameli, pregiudicato ed esponente di spicco - secondo le ricostruzioni degli inquirenti – della 'ndrangheta nel Savonese. La sontuosa palazzina sull'Aurelia, sigillata da anni, è stata coinvolta da un incendio, sulla cui natura le autorità stanno facendo chiarezza, ma per cui si ipotizza un'origine dolosa. Le cronache riferiscono di accessi e spostamenti di oggetti all'interno dello stesso immobile, sottoposto da anni ad amministrazione giudiziaria".

"In attesa che la magistratura faccia chiarezza, Libera Liguria esprime inquietudine e preoccupazione e chiede la necessità oggi più che mai di una nuova e radicale assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e della società tutta: le decine di beni confiscati in Liguria abbandonati al degrado e ancora più spesso occupati abusivamente, sono il migliore biglietto da visita delle organizzazioni criminali che da anni mettono radici nelle economie e nelle comunità locali".

"Attivare intorno a questi beni una filiera positiva, partendo dai comuni più piccoli fino allo stesso ente regionale, è indubbiamente un'urgenza, per assicurarne l'utilità sociale e pubblica, attraverso un riutilizzo effettivo e orientato ai bisogni della collettività" conclude Liguria Libera.

 

 

c.s.