Il commento di Rocco Invernizzi sulla Pronuncia del Tribunale di Savona sulla sospensiva dalla carica di Presidente del consiglio del Comune di Alassio. Di seguito pubblichiamo la lettera aperta
"De Magistris, De Luca, peccato che il mio cognome non sia De Invernizzi . . . in tal caso forse anche il mio ricorso contro la sospensione dalla carica politica operata dalla legge Severino sarebbe stato accolto come quelli di questi più illustri personaggi politici.
Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, e Paolo Russo, deputato di Forza Italia, hanno recentemente dichiarato, dopo la decisione del Tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da Vincenzo De Luca, che “…la legge Severino è una norma ‘contra personam’, si applica solo con il presidente Silvio Berlusconi…”. Peccato si siano sbagliati. Ora si applica anche contro Invernizzi.
Non so se essere più onorato o sconvolto dal dover condividere questa ‘eccellenza’ con il presidente Berlusconi. Chiederò a lui.
Del resto anche Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione e il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, commentando la sentenza del tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso del sindaco del capoluogo campano Luigi De Magistris, hanno ammesso che è necessario “…rivedere la legge Severino…Anche l'ex sindaco di Agrigento che si è dimesso dopo una condanna in primo grado per non subire l'onta della sospensione e poi è stato assolto in Corte d'appello dopo pochi mesi. È la prova che la legge così non funziona e dovrebbe essere modificata…”.
Mi stranisce questa diversità di trattamento.
Su Twitter il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha scritto “…se l’ambivalenza della legge Severino determina verdetti diversi, è di tutta evidenza che qualcosa non funziona. La sua applicazione diversa a seconda dei contesti e dei personaggi è la più deflagrante violazione dell’articolo 3 della Costituzione secondo cui ‘La legge è uguale per tutti. Ma in Italia non tutti sono uguali davanti alla legge”.
Ciò è quanto più di vero esista al mondo per il sottoscritto, visto che nelle motivazioni della sentenza che ha respinto il mio ricorso si legge testualmente “…al fine di evidenziare la complessità interpretativa della questione e la diversità di soluzioni che per essa sono già state prospettate dalla giurisprudenza…”.
Ditemi voi come far coesistere le definizioni “La Legge è uguale per tutti” con “diversità di soluzioni” ?!
Ma, uguale e diverso, non sono due aggettivi in evidente antitesi tra loro ??!!??
Basta citare personaggi illustri e frasi fatte.
La triste verità, è che io sono convinto di non avere fatto nulla di male e di non avere commesso alcun reato sottoscrivendo una lettera, preparata dagli uffici comunali, nell'interesse dell'ente che rappresentavo e che rappresento, che fu inviata anche agli organi inquirenti a totale dimostrazione della trasparenza del mio operato. Ma nonostante ciò, mi ritrovo da tempo sulla strada di un calvario grottesco e shakespeariano.
Ho rispettato e rispetterò rigorosamente tutte le leggi dello stato, così come mi batterò a fondo per la difesa dello stato di diritto e dei principi costituzionali, perchè la legge sia uguale per tutti, senza disparità tra amministratori locali ed esponenti politici nazionali, affinchè la paura della firma non paralizzi più l'italia.
Il mio senso di responsabilità dopo la pronuncia del tribunale di Savona, mi impone di rimettere nelle mani del sindaco il mio ruolo di presidente del Consiglio del Comune di Alassio per garantire la massima efficienza dell'ente, mantenendo il mio ruolo di consigliere.
Ovviamente continuo a confidare nell’operato della Magistratura e sono assolutamente convinto che, come nel caso del su citato Sindaco di Agrigento, anche il mio appello sentenzierà la mia assoluta innocenza e soprattutto, buona fede.
Se non prima, o quando gli elettori lo vorranno, come hanno dimostrato di volerlo nell’ultimo decennio, allora tornerò a fare sentire la mia voce, “frangar, non flectar”.
Dott. Invernizzi Rocco