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Savona | 17 agosto 2015, 17:00

I lucignoli dello spaccio savonese

I lucignoli dello spaccio savonese

La riflessione facebookiana di Livio Di Tullio sullo spaccio di droga a Savona merita attenzione. Scrive il vicesindaco: "Alcuni ragazzi mi raccontano che sempre più frequentemente vengono fermati per strada e viene loro offerto da sconosciuti di acquistare droga. Il fatto mi colpisce e vorrei sapere da voi se avete analoghi riscontri. Quando avevo la loro età, cose simili mi capitavano quando ero in giro per capitali europee o grandi città italiane. Non a Savona". 

Probabilmente i pusher hanno singulti d'iniziativa e, anziché essere contattati, promuovono più attivamente la merce per adescare i clienti. O più semplicemente è sempre stato così, negli anni passati e in quelli recenti, non solo nelle capitali europee ma anche a Savona, che ha già vissuto periodi ben più bui e luttuosi fatti di eroina. Forse i giovani della generazione smartphone sono maggiormente comunicativi e se la sentono di parlarne liberamente ad adulti e genitori: possono riferire episodi che i ragazzini di un tempo preferivano tacere. 

La stoccatina viene dopo: "Il dubbio mi viene lo stesso - scrive Di Tullio - Non è che i vertici delle forze dell'ordine e della magistratura che sono giustamente impegnate a perseguire soprattutto i reati contro la Pubblica Amministrazione e l'evasione fiscale, siano un po' distratti per quanto riguarda la criminalità?". 

Savona è una piazza di smercio degli stupefacenti e un crocevia per il transito di narcotici di varia entità. E' risaputo. Per la sua dimensione urbana, per una parte del suo tessuto sociale, per tanti motivi che vengono dal passato. Come, per versi differenti, lo è Albenga. Carabinieri e polizia si scontrano con il fenomeno ogni giorno ed il bollettino settimanale (basta vedere le detenzioni a fini di spaccio) è punteggiato di denunce e arresti. 

E' un tipologia di reato capace di rigenerarsi facilmente perché il reclutamento di galoppini e piccoli spacciatori è diventato, purtroppo, facile. E la domanda non manca mai. Il punto è che nei centri come Savona aumentano i consumatori occasionali di stupefacenti e allucinogeni; il costo delle sostanze si è abbassato, raggiungendo ormai la portata di tutte le tasche. Lo stesso Di Tullio fa riferimento a giovani di età tra i 17 e i 23 anni. 

E' un consumo di droghe che non deriva da un'ideologia automarginalizzante, ma è trasversale: essendo occasionale, incoraggia gli spacciatori a farsi avanti, a lusingare, a fare marketing sulla strada come novelli lucignoli con l'obiettivo di incrociare una domanda, ingenua e imprudente, di edonismo. E poi a Savona non ci sono quei grossi centri di aggregazione nei quali di solito il pusher si muove agevolmente, polarizzando senza sforzo l'attenzione degli sballati. 

Le forze dell'ordine si danno gran da fare per contrastare il fenomeno, mappano i soggetti, arginano i pericoli, pur nella legislazione vigente che in materia lascia tanta discrezione al giudice (valutazione della dose per consumo personale e via dicendo). Il contorno urbano, grigio e deprimente, non aiuta a migliorare la lotta allo spaccio. Al vicesindaco va il merito di aprire un dibattito sul problema, che per Savona è un fatto noto, annoso e incancrenito.    

Felix Lammardo

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