Si accende il dibattito sulla nuova piscina comunale di Corso Colombo a Savona. Nei prossimi mesi è infatti prevista la realizzazione del secondo lotto della struttura, che comporterà un esborso di circa 3.000.000 di euro, di cui una parte finanziata dalla Regione.
A seguito del completamento dell’opera è prevista la demolizione della vecchia piscina comunale di Piazzale Eroi dei Due Mondi, con conseguente logico trasferimento di tutte le attività in essa svolte. Sul tema i consiglieri di minoranza di Savona Massimo Arecco. Luigi Bussalai, Giampiero Aschiero, Fausto Benvenuto, Alessandro Parino e Daniela Pongiglione hanno presentato un’interpellanza, nel tentativo di avere dei chiarimenti dall’amministrazione.
“Sulla base dei dati resi disponibili, si legge nel documento, risulterebbe che gli incassi della vecchia piscina di Piazzale Eroi dei Due Mondi relativi alla libera balneazione ammonterebbero, per l'anno 2012 a circa 23.300 euro e per l’anno 2013 a circa 12.000 euro, corrispondenti ad un introito per il Comune (calcolato per una percentuale del 5%) rispettivamente di 1.160 euro (3,20 euro al giorno) e 600 euro (1,60 euro al giorno)”.
Per il Comune di Savona il ritorno economico generato da entrambe le piscine comunali è pari a circa 20.000 euro annui, a fronte di una spesa gestionale annua (a carico del Municipio) pari a circa 480.000 euro.
Nell’interpellanza i consiglieri chiedono quindi al sindaco Federico Berruti e agli assessori perché dal calcolo degli importi dovuti dal gestore delle piscine al Comune di Savona:”siano stati esclusi per contratto la grande parte dei proventi generati dalle svariate attività svolte all'interno delle due strutture pubbliche”.
“Se si ritiene che, fatte salve le legittime motivazioni di natura politica, strategica, sociale, di immagine per la Città, tenuto conto dell'attuale situazione economica generale e, nello specifico, dell'attuale disavanzo del bilancio comunale, sia sostenibile ed accettabile per Savona un esborso economico (di denaro della collettività) di siffatta entità per la costruzione di un impianto sportivo ad oggi destinato principalmente ad attività di carattere non pubblico, con incassi che sembrerebbero essere prevalentemente a beneficio della società di gestione, ma con costi di gestione posti per la maggior parte a carico del Comune”, concludono i consiglieri.