Eventi - 19 ottobre 2015, 18:00

Cairo Montenotte, il Professor Mola presenta il libro del Dottor Rodino Domingo “La trasfusione del sangue"

Sabato a partire dalle ore 17 presso Palazzo di Città.

 

A Cairo Montenotte il 24 ottobre 2015 alle ore 17.00 nel Palazzo di Città, Sala de Mari, il Professor Aldo Alessandro Mola, storico e scrittore presenterà il libro del Dott. Rodino Domingo “La trasfusione del sangue. La nascita dei Centri Trasfusionali italiani”. Questo in omaggio del lavoro svolto al servizio della città e della società di un uomo che aveva improntato i suoi valori sui principi risorgimentali di Libertà, Uguaglianza, Fraternità. Esempio non dimenticato di come si può conciliare una professione con il bene dell’umanità. Il Dott. Felice ROTA, amico del Dott. Rodino, racconterà aspetti inediti della vita dell’autore.

L’evento promosso dall’Associazione Culturale Anton Giulio Barrili è stato accolto dalla Città di Cairo Montenotte e dalla Biblioteca Comunale.

Domingo Rodino, è nato a Cairo Montenotte (Savona) nel 1920. Laureato in Medicina all’Università di Genova, ha svolto la sua attività professionale come “medico di famiglia” nella città natale. Il suo impegno è stato straordinario, per dedizione al lavoro, altruismo e comunità spirituale con il malato. Nel 1959 è stato tra i fondatori della Federazione Italiana Associazioni Donatori Sangue (FIDAS).

“Dopo la scomparsa di mio padre Domingo Rodino, avvenuta nel 2009, ho ritrovato tra le sue carte la presente opera sulla storia della donazione del sangue. Le pagine sono state riordinate con cura dal nipote Matteo Rodino e sottoposte alla lettura del professor Beniamino Binda, già direttore del Centro Trasfusionale C.R.I. di Genova. Il professor Binda ha suggerito miglioramenti, in particolar modo per le pagine dell’opera a carattere tecnico. Il suo aiuto è stato essenziale per il raggiungimento della presente forma finale; per questo contributo ringrazio di cuore.”  Luigi Rodino Torino, marzo 2013

APPROFONDIMENTI: FIDAS E INTRODUZIONE DEL LIBRO

F.I.D.A.S. La Storia - Abbiamo iniziato cosi...

Nel 1959 a Torino con atto notarile, Cesare Rotta dell' Associazione Donatori sangue Piemonte, Giovanni Faleschini dell' Associazione Friulana, Giobatta Ottonello dell'Associazione Ligure, Domingo Rodino di Cairo Montenotte e Luigi Marenco di Ovada costituirono la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue - FIDAS.

Motore dell'iniziativa fu il Prof. Dogliotti che nell'immediato dopoguerra, fondò il gruppo Provinciale di Torino e diede poi vita all' Associazione Piemonte.
L'idea di una Federazione delle Associazioni Donatori di sangue autonome ed indipendenti, si manifestò  a seguito degli incontri avvenuti tra rappresentanti di Associazioni della Liguria e del   Piemonte i quali inizialmente intendevano studiare la possibilità di realizzare un' unione ligure piemontese, col preciso scopo di collaborare per una migliore organizzazione del sistema trasfusionale delle due regioni.Si interpellarono anche gli Esponenti di Associazioni di altre regioni, i quali, consapevoli della necessità di riunire e coordinare l'attività di numerosi gruppi autonomi e di tutelare gli interessi morali degli stessi attraverso un organismo che li rappresentasse tutti, dimostrarono vivo interesse al progetto.

Una lunga serie di incontri condotti da una Commissione interregionale formata da Rappresentanti della Liguria, del Friuli, degli Abruzzo, della Toscana, della Lombardia, dell' Emilia e del Piemonte, esaminò le caratteristiche e l'organizzazione delle varie Associazioni, i loro principi ed i loro obbiettivi, preparando le intese e lo statuto al quale tutti, condividendolo, avrebbero dovuto uniformarsi.Lo Statuto è basato su principi altamente liberali per quanto riguarda l'autonomia e l'indipendenza di ogni singola Associazione, pone tuttavia alle Federate l'accettazione di quei presupposti morali che sono indivisibili dai principi umanitari professati da soci donatori di sangue appartenenti alle medesime.Deve essere garantita la giusta destinazione del sangue offerto e deve essere evitata ogni speculazione che potrebbe essere fatta su di esso.

La FIDAS, fedele alla scelta dei suoi Fondatori, si ripromette di rappresentare tutte le Associazioni autonome ed indipendenti aderenti, in modo da contenere validamente aberrazioni di scopi e storture nel campo delle attività trasfusionali.Di fronte allo Statuto e all'opinione pubblica, i donatori di sangue, come dissero i Fondatori, debbono essere tutti uguali, perché se identico è il dovere che volontariamente si assumono di compiere, eguale deve essere il riconoscimento nei loro confronti.
Il professor Cesare Rotta fu il primo Presidente Nazionale della Federazione.

Estratto dal libro Introduzione: “Dedico queste mie modeste pagine ai “donatori volontari del sangue”, alle loro benemerite associazioni e a tutti i medici che concorsero alla fondazione e al progresso dei centri trasfusionali italiani, operando per anni tra grandi difficoltà economiche e normative, con intelligenza, notevole impegno e spirito di ricerca e soprattutto con grandi sacrifici personali. Voglio quindi ricordare in particolar modo i “padri fondatori” dell’associazione italiana dei centri trasfusionali (A.I.C.T), trasformata poi in “società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia” (S.I.M.T.I). questa società che rappresenta tutti i medici operanti oggi nel settore ospedaliero in specifica unità operativa il 30 settembre 2004, in occasione del suo 50mo anniversario della fondazione, ha voluto onorare e ricordare tutti i suoi “padri fondatori” che mi pregio di elencare. In ordine alfabetico: – Beniamino Binda (Genova) – Antonio Cajan0 (Napoli) – Carlo Alberto Làng (Trieste) – Umberto Palagi (Pisa) – Francesco Peyretti (Torino) – Arturo Pizzoferrato (L’Aquila) – Rosalino Sacchi (Bologna) – Roberto Venturelli (Udine) – Mario Volterra (Firenze) – Giancarlo Zotti (Padova)”  Domingo Rodino Cairo Montenotte, 2009

“Testimone attento di quanto avvenuto in campo trasfusionale subito dopo la seconda guerra mondiale e partecipe in Torino nel 1959 alla nascita della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (FIDAS), ho sentito il desiderio di lasciare un ricordo dello straordinario interesse che mi ha coinvolto nell’assistere, sia pur marginalmente, alla nascita e alla diffusione dei Centri Trasfusionali. Ho trascorso una vita professionale quale “medico di famiglia” nella terra che mi ha generato, con senso di fraternità e responsabilità, e nel corso degli anni mi é sembrato utile impiegare parte del mio tempo libero in un’opera di volontariato altamente benefica come l’organizzazione della donazione di sangue e lo sviluppo dei Centri Trasfusionali".

"Questi lontani ricordi hanno dovuto essere ravvivati da precisazioni e documentazioni che mi sono state gentilmente offerte da numerosi colleghi trasfusionisti di epoche passate e recenti; comunque mi scuso se nel corso di questo mio modesto scritto mi siano sfuggiti nomi e istituzioni meritevoli di una citazione. Le mie esperienze e il mio interessamento al campo trasfusionale le devo sopratutto al Centro Trasfusionale della C.R.I. di Genova e in particolare alla amicizia che mi hanno dimostrato il suo direttore prof. Beniamino BINDA e i suoi collaboratori che sovente mi hanno reso partecipe anche delle loro attività scientifico-organizzative nelle frequenti riunioni presso il Centro Trasfusionale stesso. In questi ultimi decenni abbiamo potuto assistere ai mirabili progressi della chirurgia dei trapianti da uomo a uomo,trapianti di tessuti e di organi: la trasfusione di sangue é stata uno dei primi trapianti realizzato e codificato nella sua tecnica di effettuazione. Da essa nasce l’impulso agli studi immunologici e il ruolo determinante della terapia trasfusionale nella Chirurgia maggiore, nella terapia rianimatoria, nelle gravi emopatie..."

"Libro Rodino.indb 7 11/04/13 18:43 La trasfusione del sangue 8 Ecco perché alla base dei grandi progressi in medicina mi è sembrato giusto ricordare accanto ai chirurghi, agli ematologi, agli immunologhi… anche coloro che con umiltà, tenacia e competenza sono stati gli artefici della moderna organizzazione trasfusionale. Infine voglio ricordare i donatori di sangue, giovani alle prime donazioni e uomini e donne con anni di prestazioni alle spalle, sempre pronti e generosi. In questi tempi nei quali persistenti nubi si addensano sulla pace nel mondo, i conflitti si susseguono senza tregua, gli integralismi e l’odio fra i popoli e le etnie si fanno esasperati, noi siamo talvolta portati a disperare del raggiungimento almeno di una tregua che preluda a una maggior comprensione tra gli uomini. I donatori di sangue sono un lume nella nostra civiltà, sono i paladini della solidarietà che più ci lasciano sperare in una maggior spinta alla futura realizzazione della fratellanza universale.”  Domingo Rodino

 

c.s.