Attualità - 25 ottobre 2015, 19:00

L'Albenga dei mestieri scomparsi

Una di quelle antiche botteghe che non si notano, ma che sono alla base della "storia" della città. Analisi sui mestieri in via d'estinzione

Passando in via Genova ad Albenga, in pochi notano la vetrina della vecchia sartoria del signor Quattropani che, da 59 anni, si alterna tra casa e lavoro creando abiti di alta sartoria senza trascurare le piccole riparazioni per i clienti affezionati.

Eppure lui c’è sempre stato ed ancora è lì, nonostante qualche acciacco che racconta con la forza di chi ha superato tante cose nella vita senza mai fermarsi.

“Faccio il sarto da che avevo 10 anni, mi ha insegnato mio zio a Floridia il mio paese d’origine  e poi ho deciso di venire ad Albenga, da qui non mi sono mai mosso e devo dire che ho lavorato tanto in questa città”.

Uno di quei lavori di una volta che sempre meno persone fanno e sanno fare, spiega il signor Quattropani “Per imparare realmente a fare il sarto, a creare abiti e vestiti, bisognerebbe iniziare a prendere in mano ago, filo e ditale – strumenti che mostra con orgoglio mentre racconta – da bambini, come ho fatto io. Ci vogliono almeno 10 anni per imparare a fare qualcosa, per questo i giovani non si avvicinano più a questa professione”.

Tante ore di lavoro per creare un vestito che calzi a pennello, ma chi va più a farsi  fare un abito su misura, in un’epoca nella quale l’abitudine è quella di girare per negozi e scegliere il capo a buon prezzo?

Forse anche in questo è da ricercare la crisi del settore e il fatto che il mestiere del signor Quattropani sia uno di quelli “in via d’estinzione”.

“Ormai le piccole riparazioni le fanno anche le lavanderie, salvo poi i casi nei quali i clienti vengono da me  e chiedono di sistemare abiti rovinati da lavori fatti da persone che non sono dei professionisti. Questo è un altro dei motivi per il quale non si lavora più come prima, ma io amo il mio lavoro e se anche per l’età non me la sento più di prendere certi lavori e creo abiti più che altro per la mia famiglia, mentre per i clienti affezionati faccio delle riparazioni, non ho ancora avuto il coraggio di lasciare, e poi il prossimo anno saranno 60 anni di attività ”.

Sebbene, dunque, quest’arte è ormai in via d’estinzione senza dubbio passare a salutare il signor Quattropani, entrare in quella piccola bottega dal sapore antico ed ascoltarlo parlare del suo lavoro mentre impugna il ditale e le forbici per tagliare la stoffa, non lascia senza emozioni.

 

Mara Cacace