Attualità - 02 novembre 2015, 07:30

Cresce l'azzardopatia, le dottoresse dello sportello "No game": "Nelle istituzioni manca la percezione della gravità del fenomeno"

Il giro d'affari annuo che genera l'azzardo si aggira sui novanta miliardi d'euro. In base al numero della popolazione italiana, è stato stimato che mediamente ogni cittadino spende nel gioco 1.500 euro

"L'azzardopatia è in crescita costante. La cosa più problematica è che manca nelle istituzioni la percezione della gravità di tale fenomeno". A tratteggiare questo serio quadro sono le psicologhe Silvia Taliente e Nelli Mazzone, dello sportello "No game". Nato nel 2013 dalla collaborazione tra Spia e il distretto sociosanitario finalese, si propone come punto di primo ascolto e supporto per chi è affetto dalla mania del gioco d'azzardo, ma anche per i famigliari.
"Questa patologia, spiegano le psicoterapeute, ha delle ricadute a livello economico e sociale sulla collettività. I soldi che vengono investiti rimangono sempre all"interno di un circuito chiuso e vengono sottratti al bilancio famigliare, erodendo al contempo la possibilità di risparmio e di fare progetti di vita per il futuro".

Il giro d'affari annuo che genera l"azzardo si aggira sui novanta miliardi d'euro. In base al numero della popolazione italiana, è stato stimato che mediamente ogni cittadino spende nel gioco 1.500 euro. Una cifra elevatissima, considerando che questo calcolo include tutti, compresa la parte non produttiva della società, come neonati e anziani.

"Nelle istituzioni manca però, evidenziano la Mazzoni e la Taliente, la consapevolezza della portata del fenomeno. L'azzardo è illegale in Italia: questo è abbastanza emblematico della schizzofrenia dello Stato". "Passeggiando per le vie di Finale, sottolineano le psicoterapeute, dove si trova lo sportello, ma in quelle di qualsiasi altra città, ci si rende conto che siamo sommersi da stimoli per il gioco. Basti pensare alla diffusione delle sale slot, gratta e vinci, ricevitorie e sale scommesse".

"Questo, proseguone le dottoresse, senza contare ovviamente l"esposizione a cui siamo sottoposti via smartphone e con internet, con una facilità di accesso ancora maggiore. Un casinò a portata di click, senza neanche dover uscire di casa".

"La prevezione, spiegano la Mazzone e la Taliente, è primaria. I giocatori patologici sono appena lo 0,3 delle popolazione: un numero di non grande rilievo. Il rischio più grave lo corrono chi si situa nella zona grigia, chi non ha un"abitudine seriale al gioco, ma abbastanza costante. Queste persone spesso non riconoscono il problema".  Lo sportello "No game" si propone quindi come prima forma di aiuto e ascolto. Per contattarlo si può chiamare il numero 373-7669717, attivo 24 ore su 24.

Cinzia Gatti